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13 mar 2022

La libertà viene prima della pace

luigi
Cronaca

Luigi

Di Placido*

Qualche giorno fa, in occasione dei 150 anni dalla morte di Giuseppe Mazzini, il presidente Mattarella ha detto che ’il messaggio di Mazzini contiene una preziosa lezione sul rapporto tra indipendenza nazionale e visione di un’Europa unita nella liberta’, solidamente ancorata al grande patrimonio di cultura comune”.

Chi, come me, appartiene a quel pensiero politico e a quella visione liberaldemocratica, non può che avere come stella polare proprio l’idea di un’Europa “unita nella libertà”.

In queste settimane si è aperto un dibattito se venga prima la pace o la libertà, e c’è chi ha addirittura cercato di giustificare perchè ricorda con emozione la resistenza ogni 25 aprile, ma è contro l’aiuto alla resistenza ucraina. Chissà dove saremmo oggi se Churchill nel 1940, o tanti italiani dopo l’8 settembre 1943, l’avessero pensata così.

Per quanto mi riguarda: viene sempre prima la libertà, perchè la pace senza libertà è sottomissione.

L’ho sostenuto anche nel dibattito in consiglio comunale di giovedì scorso, dove è stato votato in maniera unanime un ordine del giorno di condanna dell’aggressione russa, nonostante qualche differenza di vedute. Non bisogna, infatti, sottovalutare le posizioni “giustificazioniste” dell’operato del dittatore Putin, figlie di anni di vicinanze, di lodi sperticate e di visite a Mosca per accreditarsi come veri amici.Queste posizioni fanno il paio con gli slogan ascoltati nelle manifestazioni di piazza di queste settimane, “nè con la Nato, nè con Putin”, che ricordano molto quelli degli anni ‘80 “nè con lo Stato, nè con le BR”, e il loro significato. Non può esistere equidistanza di fronte all’invasione di uno Stato sovrano e all’orrore di bombardamenti sulla popolazione civile. Bene quindi le sanzioni, e bene l’invio di armi all’esercito ucraino.

Dovremo sopportare qualche sacrificio, e su questo ci sono le grandissime responsabilità di una politica che non ha voluto modernizzare il Paese ma solo fare demagogia e populismo: no al nucleare, no ai rigassificatori, no alla TAP, no all’estrazione di gas in Adriatico.

Ma la libertà vincerà anche questa volta.

* consigliere comunale

’Cambiamo’

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