ANDREA ALESSANDRINI
Cronaca

La paralisi del movimento. M5S, elezioni a rischio

Resta la spaccatura tra i coordinatori per i quali si può correre solo alleandosi con Lattuca e il consigliere comunale Capponcini che può essere sfiduciato.

La paralisi del movimento. M5S, elezioni a rischio

La paralisi del movimento. M5S, elezioni a rischio

C’è una tessera ancora del mosaico elettorale da riempire in vista delle comunali di Cesena dell’8 e 9 giugno, ora che i tre candidati sindaco sono in campo (Enzo Lattuca del Pd per il centrosinistra, Marco Casali di FdI per il centrodestra e Marco Giangrandi di Csn che verrà presentato sabato per Cesena Siamo Noi, Cambiamo e Italia Viva: che cosa farà il M5S di Cesena che pare finito in un cul de sac?

I coordinatori regionali Gabriele Lanzi e Marco Croatti, insieme al coordinatore provinciale Mauro Frisoni a fine novembre hanno stigmatizzato le dichiarazioni del consigliere comunale Claudio Capponcini critiche nei confronti dell’operato del sindaco Lattuca e del Pd " fatte a titolo strettamente personale e che non rappresentano la linea ufficiale del M5S Stelle Cesena". A fine gennaio Frisoni ha comunicato che la linea del M5S a Cesena deve essere quella di cercare l’intesa con Pd e forze progressiste che l’unica possibilità è presentarsi alle urne in un’alleanza con Lattuca, altrimenti niente lista.

Il consigliere comunale Claudio Capponcini, nel movimento fin dal radicamento in città, ha dichiarato che i militanti cesenati avrebbero la lista pronta e ha ribadito le critiche al sindaco, ma, dopo uno scambio di vedute all’assemblea regionale del M5S del 3 febbraio a Faenza con Giuseppe Conte, ha dichiarato che avrebbe accolto l’invito del presidente a dialogare con Lattuca, salvo, in mancanza di convergenze, farlo poi con altre liste civiche, e ha criticato i coordinatori provinciale e regionali rei di imporre la linea sopra la testa dei militanti cittadini.

In questi ultimi giorni bocche cucite nel M5S, dove qualcosasta bollendo in pentola. Un’assemblea dei militanti si è tenuta lunedì sera, mentre al sindaco Lattuca non è pervenuta ancora richiesta di apertura del confronto. A chi spetta farlo? A Capponcini oppure ai coordinatori provinciale e regionali, dopo averlo sfiduciato? Anche I militanti cesenati per ora tacciono, la situazione intricata può mettere a rischio la presenza alle urne del M5S. Nel 2019 alle comunali il candidato Capponcini, prese l’l’8,7%, alle politiche del 2022 il cesenate candidato all’uninominale nel collegio di Forlì-Cesena Paolo Pasini quasi il 10%.

I sondaggi nazionali accreditano il M5S poco sotto il 16%. Sarebbe clamoroso che disertasse le urne, dopo le tre comunali precedenti, il movimento che alle politiche del 2018 risultò la forza politica più votata in città, con oltre il 30%.