ANNAMARIA SENNI
Cronaca

La protesta non si ferma: "Il governo ci ascolti quando decide su di noi"

Da domani a Pievesestina un nuovo presidio degli agricoltori con i trattori "Possiamo andare avanti per giorni, non vediamo via d’uscita".

La protesta non si ferma: "Il governo ci ascolti quando decide su di noi"

La protesta non si ferma: "Il governo ci ascolti quando decide su di noi"

"Non ci fermeremo, andiamo avanti ad oltranza finché non ci ascolteranno". Non mostrano nessun segno di stanchezza gli agricoltori che domani faranno un nuovo presidio a Cesena a Pievesestina alla guida dei loro trattori. Un presidio che dovrebbe durare più giorni. "Vogliamo un tavolo di confronto con il governo Meloni – spiega l’agricoltore forlivese Denis Franchini – Non riusciamo più a guadagnare dal nostro lavoro, non facciamo più reddito, non vediamo via di uscita. Un chilo di grano lo dobbiamo vendere a 10 euro, ma con quel prezzo non c’è guadagno. Anche per la vendita delle pesche il mio guadagno è di 20 centesimi al chilo, una cifra ridicola. Vorremmo almeno recuperare i costi di produzione e avere un prezzo remunerativo dei prodotti. Abbiamo chiesto con una lettera inviata al governo che ci sia una nostra delegazione di contadini tra chi deve fare le leggi, e finché non avremo una legge dallo Stato che ci dà una mano continueremo a protestare".

Ieri da Bologna a Massalombarda 400 trattori guidati da altrettanti agricoltori tra cui cesenati e forlivesi hanno fatto sentire la loro voce e le loro proteste. Hanno pubblicato un manifesto per spiegare le proprie ragioni. Tra i punti più importanti la Green Deal, la revisione della Politica agricola europea, in quanto esageratamente ambientalista e sfavorevole alla produzione agricola e anche lesiva degli interessi dei consumatori. Un altro punto cruciale delle rivendicazioni riguarda le importazioni: gli agricoltori chiedono di vietare quelle di prodotti agricoli provenienti da Paesi dove non sono in vigore gli stessi nostri regolamenti produttivi e sanitari. I coltivatori italiani lamentano troppi vincoli, e chiedono di eliminare l’obbligo di non coltivare il 4% dei terreni. Chiedono poi di mantenere anche dopo il 2026, il sistema che tiene calmierati i costi del gasolio agricolo. Puntano a ridurre o togliere l’iva su alcuni prodotti alimentari primari. E per il vino chiedono di applicare un’aliquota massima del 10%.

Ma il prolungarsi della protesta e i ripetuti blocchi del traffico con i trattori (ieri all’uscita dell’autostrada A14 a Castel San Pietro) stanno riducendo le simpatie e la pazienza degli automobilisti e dei cittadini comuni. "A livello europeo sappiamo che sono state sospese le direttive per la cancellazione dei fitofarmaci – spiega Aduc, l’associazione diritti utenti e consumatori - quindi l’ambiente e il green deal sono stati messi nell’angolo. Sembra che nel decreto milleproroghe verranno accontentati i trattori, con esenzioni irpef fino a 10mila euro". Aduc sostiene quindi che il mancato bando dei fitofarmaci danneggerà i consumatori, che continueranno ad essere esposti a sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute.

Intanto Cia Romagna incontra oggi gli agricoltori associati per esplicitare l’attività dell’organizzazione e approfondire i principali temi di attualità. Infine le Imprese – birrifici, agricoltori artigiani e cooperativi hanno promosso la proposta di legge regionale a sostegno della birra a km 0.