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14 giu 2022

La pubblica accusa: "Condannate l’immobiliarista e il notaio Assolvete gli acquirenti"

L’immobile in stato di abbandono era stato ristrutturato e trasformato in appartamenti

14 giu 2022

Un anno di arresto e ventimila euro di ammenda: è la pena che ha sollecitato il pubblico ministero onorario Francesco Buzzi per l’immobiliarista Vittorio Tosi e il notaio Chiara Scardovi a conclusione della requisitoria che ha aperto la dodicesima udienza del processo per la trasformazione in appartamenti dell’ex Albergo Riviera di via Del Porto a Cesenatico, sotto sequestro dal 2018. Per le undici persone che acquistarono gli appartamenti, anche loro imputate di lottizzazione abusiva, il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Non ci sono stati accenni relativi alla confisca, che dovrebbe essere automatica nel caso venga accertato l’abuso edilizio, il che scatenerebbe una seria infinita di contenziosi giudiziari (in parte già avviati) perché gli acquirenti degli appartamenti avevano già pagato il prezzo pattuito col venditore e qualcuno ci viveva già.

Nell’udienza di ieri davanti al giudice monocratico Elisabetta Giorgi, dopo la requisitoria della pubblica accusa sono iniziate le arringhe degli avvocati difensori. I primi a prendere la parola sono stati Francesco Mazzacuva e Antonio Carullo, entrambi di Bologna, che difendono Vittorio Tosi: hanno sostenuto la legittimità dell’operato dell’immobiliarista che aveva effettuato il frazionamento dell’immobile sfruttando un periodo di alcuni mesi in cui l’operazione era consentita dalla normativa della Regione Emilia-Romagna, legittimità sottintesa anche dal fatto che alcune pratiche edilizie vennero elaborarte dagli uffici del Comune di Cesenatico senza che venissero mossi rilievi.

Le prossime udienze sono state fissate per il 30 gugno, 7 e 14 luglio; nelle prime due parleranno i difensori di coloro che avevano acquistato gli appartamenti, nell’ultima l’avvocato Marco Martines che difende il notaio Chiara Scardovi.

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