La truffa della fatture false Confisca da 300mila euro

I beni sequestrati dalla Finanza a due imprenditori cinesi di Savignano

La truffa della fatture false  Confisca da 300mila euro

La truffa della fatture false Confisca da 300mila euro

I finanzieri del Comando provinciale delle Fiamme gialle di Forlì-Cesena, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia del Demanio di Bologna, hanno confiscato due immobili a Savignano, di proprietà di due imprenditori cinesi che erano debitori nei confronti del fisco, oltre a denaro presente su conti correnti ed un’autovettura Bmw 530d, per un valore complessivo di oltre 300mila euro. La confisca, divenuta definitiva per effetto di un’ ordinanza della Corte d’Appello di Bologna, che ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Forlì, rappresenta l’ultimo tassello di una serie di investigazioni svolte dai militari della Tenenza di Cesenatico, nei confronti di una ditta di imprenditori cinesi operante nel settore calzaturiero. Le indagini erano partite da una verifica fiscale eseguita nel 2018 nei confronti dell’impresa a Savignano, dove i finanzieri della Tenenza di Cesenatico hanno scoperto l’utilizzo di fatture false per operazioni inesistenti, per una somma complessiva di oltre 1,8 milioni di euro, riconducibili ad un altro imprenditore cinese complice legato alla ditta, che di fatto la gestiva allo scopo di frodare il Fisco.

Il sistema architettato prevedeva il coinvolgimento di una serie di altre imprese, con sedi collocate ma solo cartolarmente in Toscana, Emilia-Romagna e Marche, e formalmente intestate a soggetti irreperibili, adoperate per emettere fatture per servizi e forniture che operazioni irreali, a favore di quella savignanese sotto la regia dello stesso dominus, che di fatto la amministrava illecitamente. L’articolata attività investigativa ha consentito di denunciare all’autorità giudiziaria di Forlì due soggetti per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nonché di richiedere nei loro confronti l’applicazione di idonee misure cautelari. "La confisca – sottolinea la Guardia di finanza – assume anche particolare valore "sociale", poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo con dei profitti illeciti".

g.m.