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8 mar 2022

"Lavoro, la parità è sempre lontana Le donne guadagnano meno"

Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena, traccia il quadro della disparità salariale: "Nelle stesse mansioni stipendi più bassi degli uomini fino al 32%, più della media nazionale"

8 mar 2022
elide giordani
Cronaca
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena
Silla Bucci, segretaria generale Cgil Cesena

di Elide Giordani Per chi pensa che la discriminazione di genere sia oggi più una querelle des femmes che non un reale divario di opportunità. Nella giornata dedicata ai diritti delle donne un occhio alla disuguaglianza salariale evidenzia come la corsa ad un riconoscimento equo del lavoro, per il mondo femminile, sia una battaglia ancora da combattere. I dati nazionali parlano di una disparità degli stipendi che va tra il 5 e il 20 per cento? "Le cifre dell’Osservatorio del Lavoro riferite al nostro territorio - evidenzia Silla Bucci, segretaria generale Cgil di Cesena - ci dicono che le donne di Forlì e Cesena, pur nelle medesime mansioni, guadagnano in media il 32 per cento in meno degli uomini". Come si articola questa disuguaglianza? "Non registra scostamenti tra operai, impiegati e dirigenti. Il divario salariale del 32 per cento resta il medesimo in ogni categoria". Le lavoratrici sono pagate di meno perché lavorano meno, sono meno produttive o sono discriminate? "C’è un insieme di cause. Innanzitutto nel nostro territorio il 50 per cento delle donne è soggetto alla gabbia salariale del part time involontario. E’ forte, anche qui da noi, il pregiudizio che la donna debba occuparsi obbligatoriamente anche della famiglia e dunque che la flessibilità del lavoro sia per lei un dato di fatto. Se il datore di lavoro deve scegliere a chi imporre il part time sceglie una donna". Dunque le donne finiscono per avere nel loro bagagli meno ore lavorate? "Si, e vale lo stesso per gli straordinari, che vengono chiesti soprattutto agli uomini. Ciò denota un sistema produttivo regolato molto sul modello maschile. Anche nelle nostre aziende quanti sono i responsabili di produzione o capo turno donne? Pochissimi". Possiamo parlare di discriminazione? "Sì, soprattutto se si considera che le donne presenti nel mondo del lavoro possono esibire titoli di formazione ...

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