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13 mag 2022

Le foto di Tazzari denunciano l’inciviltà

La mostra ‘Ossi di seppia’ da domani al Ridotto sul tema dell’inquinamento da plastica del Mediterraneo

Una delle foto in mostra al Palazzo del Ridotto a testimonianza dell’inquinamento del Mediterraneo
Una delle foto in mostra al Palazzo del Ridotto a testimonianza dell’inquinamento del Mediterraneo
Una delle foto in mostra al Palazzo del Ridotto a testimonianza dell’inquinamento del Mediterraneo

"Ossi di Seppia", il titolo della mostra fotografica di Luigi Tazzari che si apre domani alle 17 nella Galleria del Ridotto, è un richiamo ironico alle poesie di Montale, ma anche una denuncia della drammatica situazione ambientale del Mare Mediterraneo ‘assediato’ dai rifiuti di plastica. Promossa e realizzata all’interno del Festival CAP 2030 OFF, nell’ambito dell’iniziativa CAP 2030 - Cartoline da futuri sostenibili organizzato da Casa Bufalini sul tema ambiente, paesaggio e sostenibilità, l’esposizione sarà visitabile – gratuitamente – fino al 19 giugno 2022 nei seguenti orari: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16,30 alle 19,30 e sabato, domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30. Inoltre, sabato 14, in occasione della Notte Europea dei Musei, sarà visitabile anche in orario serale (dalle 20 alle 23) e dalle 20,30, ogni mezz’ora, sarà possibile essere accompagnati in visita fotografo Tazzari.

Il percorso fotografico di Tazzari si presenta come una vera e propria lettura critica della società attuale, del suo spreco e della sua sostanziale “inciviltà”, che la conduce a modificare in peggio l’ambiente. Gli ossi di seppia, quei resti dell’animale marino che da bambini raccoglievamo sulla battigia, mescolati ai gusci di vongole e cozze, ai frammenti di alghe e di legni corrosi dal mare, sono stati sostituiti da sudicerie di ogni tipo volutamente abbandonate dall’uomo e destinate a inquinare irrimediabilmente le nostre coste.

Dopo qualche immagine, ci si accorge anche che l’ironia è ferocemente caustica, poiché la sequenza delle fotografie – tutte impaginate allo stesso modo, senza gerarchie formali, con l’oggetto illuminato da una luce radente e inquadrato centralmente – utilizza l’uniformità e la ripetizione informativa per enfatizzare la realtà dei fatti.

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