Cesenatico, il convegno di Confartigianato (Foto Ravaglia)
Cesenatico, il convegno di Confartigianato (Foto Ravaglia)

Cesenatico (Forlì-Cesena), 13 giugno 2019 - Il viaggio infinito della creazione d'impresa sulla scia del genio per antonomasia, propagatore del valore dell'artigiano di genio. È il principale fra i tanti messaggi lanciati dal convegno-spettacolo ricco di suggestioni “Valore ArtiGeniale” che ha celebrato il Confartigianato day di Confartigianato Cesena (3.000 imprese associate) mercoledì sera al teatro comunale bomboniera di Cesenatico, gremito nei suoi 280 posti. Fra i convenuti i sindaci del comprensorio a partire da Matteo Gozzoli che ha fatto gli onori di casa, dopo l'intervento d'apertura del presidente Stefano Ruffilli, il quale ha rimarcato la modernità e la ripetibilità universale dell'approccio da artigiano e artista di Leonardo.

"Fuori c'è il suo portocanale delle meraviglie – ha detto il primo dei relatori sul palco, Paolo Giacomin, direttore de “Il Resto del Carlino” che con i giornali del Gruppo QN sta dedicando a Leonardo Da Vinci in occasione del 500° della morte eventi e inserti molto apprezzati -: se ripassa di qua gli facciamo dare un'occhiata anche alla E45. Il genio abbinò creatività con necessità come fanno gli artigiani: si spostò molto, ma non era un cervello in fuga come quelli di oggi. Semplicemente seguiva la committenza - ha aggiunto il direttore Giacomin - e quando presentò il curriculum a Ludovico il Moro presentò le sue credenziali ingegneristiche, militari e la sua abilità nel condurre acqua, senza anteporre che era bravo a fare opere artistiche. Il suo uomo vitruviano ce l'abbiamo impresso nella moneta da un euro, la moneta più bella”.

Lo storico dell'arte Cecilia Frosinini dell'opificio delle pietre dure di Firenze, aprendo il suo intervento con la proiezione del dipinto “L'allegoria del buongoverno” di Ambrogio Lorenzetti, si è soffermata sulla civiltà fiorentina e sulle botteghe che permeavano con rumori, odori e sapori la vita urbana, con quelle dei macellai sul Ponte Vecchio da dove buttavano in Arno gli scarti. “Il far parte delle Arti – ha rimarcato così la centralità della figura degli artigiani la Frosinini – era fondamentale per accedere alle magistrature e per decidere dove posizionare il David di Michelangelo insieme agli artisti, fra cui Botticelli, Leonardo stesso e il Perugino furono interpellati anche orafi, legnaiuoli e gioiellieri, non considerati meno dei primi".

È a questo punto che al Confartigianato day si è innescata la modernità, col salto dal passato al presente in volo verso il futuro attraverso la videotestimonianza sulle imprese 'artigeniali' con cinque storie virtuose che coniugano tradizione e innovazione e il sapere fare artigiano: Stefano Pransani dello storico Mulino che opera nel territorio dal 1921, Alessandro Bricchi di Naturans bike che realizza biciclette in legno artigianali con componentistica di alta qualità; Riccardo Pascucci della impresa di tele stampate gambettolese giunta alla settima generazione, Gianluigi Bertozzi dell'altra grande dinastia di stampatori gambettolesi; Stefano Baiardi della sammaurese Sab Heli all’avanguardia nel mondo nella progettazione e realizzazione di elicotteri e aeroplani radiocomandati  per competizione sportive, Raffaele Salvemini di Vibre che si occupa di interazione mente-macchina e uomo-macchina, analizzando i segnali cerebrali e sincronizzandoli con wearable e sistemi domotici e di IoT.

Fabrizio Renzi, direttore Tecnologia e Innovazione di IBM in Italia, la multinazionale americana dell’elettronica sbarcata a Bologna per fare ricerca sull’intelligenza artificiale, ne ha illustrato istrionicamente le nuove frontiere rimarcando tuttavia che non c'è partita: il buon senso e l'intelligenza dell'uomo sono ineguagliabili anche per il più sofisticato computer. Al presidente regionale di Confartigianato Marco Granelli la chiusura ideale del cerchio e dell'evento con la sublimazione dell'artigenialità, patrimonio peculiare del nostro made in Italy, fatto di cose uniche che nascono dalle mani, dal cuore e dal cervello dell'uomo.

Tutti gli interventi e la videotestimonianza delle imprese sono stati legati in un sapiente e suggestivo gioco scenico di luci, immagini e musica dalla voce narrante dell'attore Marcello Maietta, che ha tratteggiato il soggiorno leonardesco a Cesenatico nell'estate inoltrata del 1502 di cui resta traccia nei disegni del minuscolo codice L che Leonardo portava avvolto in un panno e dove avrebbe trovato modo di appuntare qualcosa anche della serata del Confartigianato day a lui dedicata non per commemorarlo, ma per attualizzarlo, riflettere sulla sua eredità e ritrovarne tracce nel saper fare artigeniale di cui il Genio - che fu tutto - resta pure il formidabile antesignano, ineguagliabile ma non isolato.