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17 mag 2022

Luca Ravenna con la nuova comedy ’568’

Il comico milanese intratterrà il pubblico della Malatestiana in uno spettacolo all’insegna di attualità, autoironia e storie improvvisate

17 mag 2022
filippo aletti
Cronaca
Il comico milanese Luca Ravenna
Il comico milanese Luca Ravenna
Il comico milanese Luca Ravenna
Il comico milanese Luca Ravenna
Il comico milanese Luca Ravenna
Il comico milanese Luca Ravenna

di Filippo Aletti

Un’ironia pungente è al centro di ‘568’, il nuovo spettacolo che il comico milanese Luca Ravenna presenterà oggi dalle 21 alla rocca Malatestiana. Lo show, inizialmente previsto per la scorsa settimana, ha registrato il tutto esaurito e spazia tra vari temi, come il complottismo o la cleptomania. Luca Ravenna è considerato uno dei migliori stand up comedian italiani ed è noto per aver partecipato alla prima edizione dello show ‘Lol’. I biglietti acquistati per la data precedente restano validi.

Ravenna, su cosa si basa il suo nuovo spettacolo?

"È uno show eterogeneo, con diverse sezioni in cui racconto varie cose. Comincio parlando di tendenze e di giovani, dato che a 34 anni ormai sono fuori da questa fascia. Ci sarà spazio, inoltre, per il mio rapporto con la terapia, per poi sfociare in una parte dedicata al cinema".

Cioè?

"Come se fossimo sul grande schermo, immaginerò alcune storie divertenti. Mi immedesimo in Michele Serra, che decide di prendere un treno regionale. Per quanto ognuno di noi abbia degli ideali altissimi, è necessario dimostrare sul campo quanto realmente li applichiamo. E non c’è prova più complessa di un viaggio su un regionale".

In più ci sarà spazio per l’improvvisazione.

"Ogni mio spettacolo è diverso dagli altri perché ogni volta mi lascio ispirare dal pubblico che ho di fronte. Ci sarà una specie di gioco in cui pongo agli spettatori diverse domande, grazie alle quali costruirò dei racconti totalmente improvvisati".

In generale su cosa le piace ironizzare?

"Solitamente parto proprio da me stesso, faccio molta autoironia. Cerco poi di analizzare i temi che mi stanno più a cuore, anche perché mi risulta difficile parlare delle esperienze altrui. In più credo che prendersi in giro aiuti a generare empatia".

Quali sono i suoi riferimenti?

"Tra i comici italiani, mi ispiro ad Aldo, Giovanni e Giacomo, nonché al loro regista Massimo Venier. Anche i membri della Gialappa’s band sono dei miei idoli. Ci tengo a citare anche il compianto Mattia Torre, che con Boris ha rilanciato la comicità italiana".

Dall’esperienza di Lol, invece, cosa ha tratto?

"È stato molto bello, il cast era pazzesco. Forse non era proprio lo spazio più adatto alle mie caratteristiche, però mi ha portato tanta visibilità e affetto da parte di un pubblico totalmente nuovo".

Dopo il tour cosa farà?

"Tra qualche giorno terminerò le registrazioni della seconda stagione di Cachemire, il podcast con Edoardo Ferrario. In inverno, invece, vorrei scrivere nuove cose, anche per altre persone, ma non dico nulla perché essendo tifoso interista sono cresciuto nella scaramanzia più totale. Diciamo che vorrei provare a uscire dai soliti schemi.

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