Maestra in classe (foto di repertorio)
Maestra in classe (foto di repertorio)

Cesena, 27 settembre 2021 - Indignazione, polemiche, condanne e anche minacce di querela in seguito alla diffusione di una ‘letterina’ che doveva rimanere riservata. "Cari bambini, per un po’ non ci vedremo". Inizia così un lungo messaggio destinato agli alunni di una scuola elementare di Gualdo, in provincia di Forlì-Cesena.

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A scrivere, su una chat del gruppo whatsapp dei genitori degli allievi, è la loro maestra. Un’insegnante di ruolo, quarantenne, che ha deciso di non sottoporsi al vaccino, perdendo, per ora, la possibilità di insegnare. "Finché le disposizioni attuali non saranno modificate – scrive la maestra - io resterò fuori dalla scuola e non presenterò nessuna certificazione". Un no al Green pass eclatante dopo il caso dell’insegnante di Riccione allontanata dalla classe durante una lezione perché il certificato verde le era scaduto.

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Ma nel caso della maestra cesenate si tratta di un no al vaccino ‘gridato’ e non sussurrato come ci si aspetterebbe da chi viene preso ad esempio dai bambini. Parafrasando la fiaba della principessa Disney dai lunghi capelli rossi, Ribelle, la maestra spiega le sue ragioni: "Se accettassi questo sistema non riuscirei più a guardarvi negli occhi e non avrei più nulla da insegnarvi perché avrei perso la mia libertà e dignità. Non mi piego: disobbedisco". Il disappunto è generale. L’insegnante è conosciuta in paese come una persona contraria ai vaccini e, l’invito, implicito, che sembra nascondersi dietro a quelle parole parrebbe, secondo i più, un invito a non vaccinarsi. Ancora una volta una ‘guerra’ tra ‘no vax’ e ‘pro vax’, ma quello che sconcerta i compaesani è che questa volta la polemica ha raggiunto un pubblico che dovrebbe restare al di fuori dei problemi dei grandi: i bambini.

«La lettera è scritta da chi dovrebbe formare i ragazzi all’educazione civile – afferma il presidente dell’ordine dei medici di Forlì-Cesena Michele Guadio - la maestra parla di disobbedienza proprio nella scuola dove si insegna l’obbedienza alle regole. Parla di non volersi vaccinare per non esporsi a un pericolo. E’ un messaggio gravissimo perché può indurre gli scolari e i familiari a pensare che i vaccini invece di curare siano pericolosi. Questa sarà la convinzione di chi è contrario ai vaccini, ma non è la realtà scientifica". C’è imbarazzo anche tra gli amministratori comunali. "Mi è arrivato il messaggio su whatsapp da un numero sconosciuto – dice il sindaco di Mercato Saraceno Monica Rossi – e sta girando in tutti i social". "C’è libertà di opinione – commenta il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli – ma la modalità di divulgazione di questa lettera non è il massimo. Noi abbiamo un’insegnante non vaccinata, ma fa il tampone ogni 48 ore e si reca regolarmente a scuola". "Ormai queste chat sono gli strumenti per dirsi tutto – ha detto il sindaco di Cesena Enzo Lattuca – ma nel lavoro e nella vita di comunità bisognerebbe farsi carico dei doveri che ci portano a tutelare la salute di tutti".