Danni alle colture
Danni alle colture

Cesena, 11 luglio 2019 - I chicchi di grandine grandi come palline da ping pong e in alcuni casi anche da tennis che sono caduti martedì nel Cesenate, in particolare a Gatteo, San Mauro Pascoli, Sogliano , ma anche Pievesestina, San Carlo e Borello, hanno causato seri danni all’agricoltura che già non godeva dopo l’ondata di maltempo straordinaria che si era abbattuta sul territorio a maggio.

“Episodi come questo erano trent’anni che non accadevano, ma ormai stiamo imparando a fare i conti con il tempo ogni anno sempre più incerto e ballerino», dichiara Andrea Ferrini, vicepresidente di Coldiretti Forlì-Cesena. La tendenza alla tropicalizzazione si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, precipitazioni brevi ma intense e sbalzi termici che compromettono la coltivazione nei campi".

"La grandinata di martedì è durata poco, ma è stata di dimensioni notevoli. Un dato - prosegue Ferrini - rivela che in media in questo periodo si stanno verificando 6 grandinate al giorno in tutta Italia. Si tratta di un numero allarmante che non ci lascia scampo, perché chicchi così spigolosi e taglienti recano danno non solo ai raccolti, ma anche alle piante. Sono tanti gli alberi da frutto a cui la grandine ha provocato ferite e scorticato la corteccia minando la sopravvivenza della pianta. Quindi il danno economico non vale solo per adesso, ma si ripercuote sui prossimi anni». Tra le colture di questo periodo più flagellate ci sono le albicocche, le pesche e le susine. «Sugli ortaggi che vanno raccolti con la foglia per la grande distribuzione il danno è pressoché totale», continua il vicepresidente. A farne le spese come sempre sono i produttori che lavorano in un settore che continua a vivere in crisi da anni con la frutta che viene venduta dagli agricoltori a prezzi di molto inferiori al costo per produrla. «I prezzi erano già abbastanza depressi, ora per gli ortaggi ammaccati lo saranno ancora di più. Sarà il contrario invece per quelli integri che andranno valorizzati sul mercato». Coldiretti regionale parla di costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. «Un’anomalia evidente nel corso del 2019 che – riporta Coldiretti regionale – è stato segnato dai primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato ed un mese di giugno tra i più caldi ed ora dalle tempeste di luglio".

Per Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini, «la situazione ora è sotto controllo, ma le condizioni meteo di queste ultime ore hanno messo in difficoltà molte realtà nostre associate. I nostri uffici sono al lavoro per stimare i danni nel cesenate, dove la grandinata è stata molto potente. "Ora – prosegue il presidente - sono tutti al lavoro per ripristinare le aziende, ma anche per valutare i danni subiti, in una stagione che evidenzia criticità per tutta la frutta estiva, con crisi dei prezzi per albicocche, pesche, susine. Ma siamo abituati alle emergenze. Chi lavora senza un tetto sulla testa mette in conto anche eventi climatici avversi. Lo fa con alcuni strumenti, uno di questi sono le assicurazioni, sempre più fondamentali per chi lavora in campagna".