Cesena, 13 marzo 2018 - Si fa la staffetta, decine di uomini per ogni turno di guardia. Guardia al fiume Savio, sorvegliato speciale nei giorni in cui la neve appenninica si scioglie e confluisce nei corsi d’acqua, spesso già gonfiati dalle piogge e dall’acqua drenata dal terreno. In queste ore poi per i responsabili della sicurezza, un’ulteriore fonte di preoccupazione è legata alle previsioni meteo che per i prossimi giorni annunciano una robusta ondata di maltempo, farcita con tanto di abbondanti nevicate a bassa quota. Cesena compresa.

Smottamenti e frane in Alto Savio


«In effetti - spiega Paolo Carini, dirigente della protezione civile del Comune e dell’Unione della Valsavio – i problemi a un torrente si possono gestire in diversi modi, ma se ad andare in sofferenza è il nostro fiume principale, i potenziali rischi crescono a dismisura. Su una scala di tre livelli di allerta, nella notte tra domenica e lunedì l’asticella è salita al secondo scalino, per poi ridiscendere nel corso della giornata». Le zone più esposte a rischi sono quelle in cui il letto è più ‘basso’ e in particolare l’area tra Martorano e Ronta, dove ai lati degli argini da anni sono state ricavate delle ‘vasche naturali’ in grado di contenere le prime esondazioni. Basta comunque un colpo d’occhio per rendersi conto che la situazione è critica in più punti: sotto le arcate del Ponte Nuovo la corrente corre impetuosa, trascinando detriti e in particolare rami o tronchi che spesso finiscono per incastrarsi sotto le campate.

image

«In situazioni come queste – spiega Carini – la cosa migliore da fare è mantenere costante la vigilanza, in modo da non farci cogliere impreparati. Per questo dobbiamo ringraziane il nostro gruppo comunale di volontari della protezione che conta circa 180 iscritti e al quale si affiancano altri gruppi come quelli degli alpini, della Croce Rossa o delle Misericordie. E’ vero, il Savio è il sorvegliato speciale, ma non è l’unico, anche perché oltre ai corsi d’acqua ci sono pure le frane, come quella di Montevecchio, sulla quale abbiamo lavorato tanto, ma che non è ancora stata definitivamente messa in sicurezza. Le nostre agende sono ricchissime di appuntamenti pianificati di ora in ora. Ragioniamo alla giornata, coordinandoci e rispondendo alle situazioni via via più critiche».