Cesenatico, 23 ottobre 2019 - "Se ho perdonato Fabio Miradossa? Non dovevo farlo, perché non ho alcun sentimento contro di lui». Sono queste le parole, spiega Tonina Belletti, la madre di Marco Pantani (VIDEO), che ha detto un mese fa allo spacciatore che vendette la coca fatale a suo figlio, quando lo ha conosciuto di persona, per la prima volta.  Registi dell’operazione Alessandro De Giuseppe e Le Iene, che trasmetteranno domani sera, su Italia1, a partire dalle 21.15, lo speciale ‘Le Iene presentano: com’è morto Marco Pantani’ (FOTO).
Tonina Pantani, quando ha incontrato lo spacciatore Miradossa che vendeva la cocaina a suo figlio?
«Un mese fa mi ha contattato, ha chiesto di vedermi, voleva chiedere scusa e aiutarmi, così ho accettato».
Lei cosa pensava e cosa pensa di lui?
«È un uomo che ha sbagliato perché spacciava anche se, con le dovute differenze, ha sbagliato anche Marco a fare ciò che ha fatto».
Fabio Miradossa come si è presentato a lei?
«Me lo hanno portato allo Spazio Pantani. Mi sono avvicinata e gli ho sorriso. Ci siamo abbracciati. Mi ha detto che Marco lo hanno ucciso, e mi ha portato la corona del rosario appartenuta a sua madre che era morta da poco. Mentre mi parlava era in lacrime, poi ha portato quel rosario alla tomba di Marco».
Ce lo ha portato lei.
«All’inizio era restio, l’ho convinto, gli ho detto che io ci vado tutti i giorni. Siamo andati insieme».
Lo ha perdonato, dunque?
«Le ribadisco che io non ho alcun sentimento contro Miradossa. Ha sbagliato, ma non lo vedo come la causa della morte di mio figlio, sono altri gli assassini. Anzi: a lui ho chiesto di aiutarmi a trovare i veri colpevoli».
Avevate anche escluso nel tempo altri personaggi finiti alla sbarra.
«Sì, quando sono andata la processo a Rimini e ho visto Fabio Carlino, ho detto anche di lui che non era coinvolto con la morte di Marco».
Quindi secondo lei entrambe le persone che gravitavano a Rimini hanno un ruolo marginale.
«Io l’ho sempre sostenuto e sono convinta che in quei giorni precedenti la morte di Marco, mio figlio stesse cercando Carlino, perché l’ex fidanzata Cristina lavorava per lui nei locali. In quei giorni Marco voleva il numero di telefono di Cristina».
Perché Marco cercava ancora Cristina?
«Voleva parlarle, forse incontrarla. Io ritengo che nel residence Le Rose in precedenza aveva soggiornato anche lei, ma quando anni fa gli e lo chiesi, lei mi rispose che non si ricordava».
Miradossa sostiene che per far luce si deve scavare nei giorni precedenti all’arrivo al residence di Rimini, quando Marco era a Milano.
«Mio figlio era stato ospite qualche giorno nella casa di Milano della manager Manuela Ronchi, poi se ne era andato perché lei gridava con il marito».
E poi cosa successe?
«Marco Prelevò 20mila euro e andò in un albergo a Milano. Dopo qualche giorno chiamò la Ronchi e disse di non avere i soldi per pagare l’hotel. Saldò il conto con il bancomat e prese un taxi per andare a Rimini che pagò in contanti 680 euro».
Lo spacciatore Miradossa sostiene che per far luce occorre sapere dove sono finiti quei 20mila euro.
«Anch’io la penso così, inoltre ritengo sia importante sapere come hanno fatto a finire nel residence di Rimini i bagagli e i giubbotti che Marco aveva lasciato a casa, sapere chi era la donna che gli dava la droga e per stessa ammissione di mio figlio «voleva ucciderlo», e perché la scena in cui Marco è morto, sia stata modificata e resa del tutto inattendibile con le abitudini e i movimenti di Marco».