Cesenatico, 14 maggio 2018 - Alfredo Benini è morto. Il pensionato di 87 anni brutalmente aggredito lo scorso 15 ottobre a Cesenatico, è spirato ieri mattina all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena, dove da alcuni giorni era ricoverato per l’aggravarsi delle condizioni di salute e le forti difficoltà di respirazione. Nella stessa giornata di ieri la salma è stata trasportata alla camera mortuaria del comune di Cesenatico, dove le persone a lui più care possono andare a dargli l’ultimo saluto. I funerali si terranno domani, con la messa che sarà celebrata alle 15 direttamente presso la cappella del cimitero di Cesenatico centro; a seguire la tumulazione. 

Il caso di Benini da sette mesi è al centro delle cronache e a Cesenatico ha colpito profondamente tutti i residenti, specie quando fu evidente che a massacrare l’anziano, disabile e ipovedente al 90 per cento, sino quasi a ridurlo in fin di vita, era stata una persona che frequentava la casa della vittima, situata in via Santarelli, nelle prime campagne cesenaticensi. Le indagini si concentrarono sulla cerchia familiare e il 17 febbraio venne arrestata Paola Benini, 56 anni, nipote e vicina di casa di Alfredo. La donna si professò innocente, tuttavia secondo la Procura di Forlì-Cesena ed i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Forlì-Cesena e della Compagnia di Cesenatico, che seguono il caso per il sostituto procuratore Sara Posa, è stata lei a massacrare lo zio forse per questioni economiche e pertanto rimane rinchiusa in carcere a Forlì. 

Da quel terribile giorno dell’aggressione, in cui venne ripetutamente colpito in pieno volto e al cranio probabilmente con un martello (i carabinieri sono giunti alla conclusione che sia stato utilizzato un oggetto contundente a forma di «T»), Alfredo Benini non si è più ristabilito completamente e non è più riuscito ad alzarsi in piedi. Dopo aver rischiato la morte per le profonde lesioni al cranio e al volto ed essere stato sottoposto a un delicato interevento alla testa, le sue condizioni erano divenute stazionarie, tant’è che era stato trasferito per un periodo al reparto di lungodegenza dell’ospedale Marconi di Cesenatico e successivamente in una casa protetta a Viserbella di Rimini. Tuttavia il suo calvario non è mai finito, tant’è che venne trasportato più volte in ospedale a Rimini e poi nuovamente in lungodegenza. L’amministratore di sostegno incaricato dall’autorità giudiziaria di seguire gli interessi di Benini, riuscì a consentire il ritorno dell’anziano nella casa di via Santarelli, attrezzandola con gli ausili per consentire al pensionato di essere accudito dalla badante. Tuttavia spesso anche recentemente era intervenuto il 118 per dei ricoveri urgenti e le condizioni di salute dell’anziano sono peggiorate, sino al decesso di ieri.