Don Paolo Pasolini, parroco di San Rocco, durante l’omelia di domenica mattina
Don Paolo Pasolini, parroco di San Rocco, durante l’omelia di domenica mattina

Cesena, 24 marzo 2021 - Non è nuovo a prese di posizione controverse don Paolo Pasolini, parroco di San Rocco, San Paolo e Santa Maria della Speranza. L’ultima sua esternazione dall’altare questa volta colpisce l’arma più efficace per combattere la pandemia a livello mondiale, il vaccino, prendendo per vero alcune teorie complottiste che circolano in rete. "Aziende statali o privati che farebbero ingravidare donne per farle abortire al quarto o quinto mese per asportare loro il feto vivo e usarne gli organi per la sperimentazione dai vaccini anti-Covid", ha affermato durante l’omelia di domenica scorsa a San Rocco, caricata poi sulla pagina Facebook della parrocchia, che ha fatto il giro dei social.

Fake news sul Covid, feti vivi e maschere killer: il nostro bestiario del virus

Interpellato al telefono, il 55enne sacerdote non vuole replicare. Non si è fatta attendere però la tirata d’orecchie del vescovo Douglas Regattieri. "Si tratta di opinioni personali dette nel contesto di un commento più articolato sulla morte e sulle paure del morire – ci tiene a precisare in una nota la Diocesi di Cesena-Sarsina –. Sui vaccini la posizione è quella espressa dal magistero e dall’esempio di papa Francesco, dalle Congregazioni vaticane e dalla Cei".
 

La Congregazione della dottrina per la dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio, il massimo organismo competente in proposito della Chiesa cattolica) si era infatti già pronunciata lo scorso dicembre ritenendo "moralmente accettabili i vaccini anche se utilizzano cellule di feti abortiti nel processo di ricerca.
 

E da Bologna l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini usa parole di fuoco: "Da Cesena un delirio imperdonabile. Valuterei se penalmente rilevante".
 

Anche tra i parrocchiani non mancano prese di distanza. Tra cui quella di Daniele Gualdi, cattolico praticante, ex scout Agesci, noto in città per aver ricoperto il ruolo di assessore comunale alla cultura e alla scuola. "Frequento spesso la messa domenicale anche se l’ultima volta non c’ero – premette –. Non voglio fare polemica con il mio parroco, ma sono rimasto colpito dalla nettezza di queste opinioni, sarei stato più cauto. Per il credente, infatti, il parroco è una guida, ma in questo caso è necessario discernere".
 

Gualdi vede in questa vicenda un rischio pericoloso. "È quasi un invito a non vaccinarsi, che è l’esatto opposto di quello che dice la Chiesa, in un momento in cui è fondamentale che tutti si immunizzino - aggiunge -. Vaccino che deve essere portato nei luoghi più lontani del mondo, perché o ne usciamo tutti insieme o non ne usciremo mai. Questo è il messaggio di vita che dobbiamo dare e non rincorrere teorie rivelatesi fake news".
 

Affermazioni "oscurantiste che minano il processo di rinascita per l’intera collettività" oltre che "false, crudeli e gravissime" è la replica del Partito democratico. "False perché la ricerca vaccinale da decenni utilizza linee cellulari ricavate da due feti abortiti tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 - spiega -. Crudele perché gioca sulle paure e il senso di colpa manipolando la realtà. Gravissime perché mette in pericolo la salute, fino alla vita, delle persone più deboli".
 

Parole molto dure anche dall’associazione Ipazia Liberedonne: "Indignate e senza parole per le dichiarazioni, inqualificabili, di don Pasolini. Ancora una volta è un chiaro attacco alla legge dello Stato 194/78, che stabilisce il diritto di una donna di interrompere una gravidanza ". Qualche anno fa, invece, don Paolo Pasolini attirò su di sé severe critiche per la decisione di mettere al bando le bambine chierichette, o meglio, per le motivazioni che portarono a tale scelta. "Alle bambine che mi chiedono perché non possono farlo, rispondo che mi sento più a mio agio con le donne lontane dall’altare e perché così i vostri amici maschi stanno più attenti alla messa", aveva scritto sul web.