Marco Casadei, Mario Muller e Marwin Onofri di Otellio
Marco Casadei, Mario Muller e Marwin Onofri di Otellio

Cesena, 19 maggio 2019 - Una chiacchierata fra amici d’infanzia, uno dei quali proveniente da una dinastia di albergatori della Riviera e l’altro emigrato dalla Romagna a Berlino per indagare i misteri della meccanica quantistica. Nasce così Otellio, il portale a misura di vacanza italiana che raggruppa gli hotel della Riviera romagnola e propone per ogni soggiorno prezzi personalizzati, come se fosse l’albergatore stesso a rispondere a una richiesta di preventivo. “La nostra startup colma il vuoto lasciato da colossi come Booking o Expedia nel segmento del turismo familiare di media e lunga durata», esordisce uno dei fondatori, il 37enne Marco Casadei, di Savignano sul Rubicone. «Un target turistico che, da queste parti, è stato ed è tuttora una costante».

Casadei, quando avete deciso di creare Otellio?

“Circa tre anni fa – ero ancora a Berlino per le mie ricerche in fisica teorica - mi trovai a fare una chiacchierata con il mio amico Marwin Onofri che, dopo la laurea in Giurisprudenza, aveva deciso di prendere in gestione l’hotel di famiglia a San Mauro Mare. Ricordo che entrambi ci meravigliavamo di come gli albergatori usassero ancora preventivi telefonici, proprio come negli anni Sessanta. Era necessario mettere a loro disposizione un algoritmo diverso da quello proposto da Booking. Doveva essere un algoritmo dal volto umano, in grado di creare un’offerta flessibile e personalizzabile. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: ‘Perché non lo realizziamo noi?’”

Che cosa è successo poi?

“Questo progetto, insieme ad altre ragioni personali, mi ha fatto venir voglia di rientrare in Romagna, dopo più di sei anni passati all’estero. Ho deciso di coinvolgere nell’avventura un amico che avevo conosciuto a Berlino, Mario Müller, esperto di marketing digitale ed e-commerce. Nell’estate 2016 abbiamo lanciato il nostro sistema, nei nove mesi successivi l’abbiamo implementato e, nell’estate 2017, siamo partiti ufficialmente da Cesenatico, registrando le prime prenotazioni”.

Com’è andata?

“Inizialmente avevamo un budget molto limitato, eppure il sistema ha riscosso subito l’interesse sia degli albergatori – che conoscevano me e Marwin personalmente – sia dei clienti. La media delle prime prenotazioni ricevute si aggirava intorno ai 1.300 euro per famiglia. Abbiamo cominciato a partecipare a diversi bandi per ottenere finanziamenti, finché, nell’autunno 2017, non ci siamo aggiudicati il prestigioso premio ‘FactorYmpresa Turismo’, promosso dal ministero dei Beni culturali per sostenere le startup più innovative nel settore del turismo balneare. Da quel momento non ci siamo più fermati”.

Ma come affrontare la concorrenza spietata delle multinazionali delle prenotazioni?

“Non intendiamo sostituirci a Booking o Trivago perché operiamo in un segmento diverso. Il nostro turista tipo non è quello da weekend, ma quello che si trattiene in una destinazione per almeno una settimana e cerca, per sé e la sua famiglia, servizi personalizzati, difficilmente reperibili sui motori di ricerca. Non puntiamo alle strutture alberghiere più blasonate, che sono già visibili attraverso i propri siti o i grandi portali. Ci interessano gli alberghi medio-piccoli: fiore all’occhiello dell’ospitalità italiana, oggi rischiano di scomparire a fronte degli alti costi di commissione imposti dalle multinazionali”.

Quali sono i vostri obiettivi?

“Siamo partiti dalla Riviera romagnola perché è la zona che conosciamo meglio, ma in futuro vogliamo estendere il nostro raggio d’azione alle destinazioni di montagna, che hanno un target di turisti affine, per molti versi, a quello della Riviera. Inoltre, abbiamo ricevuto numerose richieste dall’estero: in Spagna, ma anche sulle coste olandesi e belghe la tradizione vacanziera è simile alla nostra. In questi anni ci siamo resi conto che l’Italia potrebbe essere l’avanguardia del turismo nel mondo e ci impegneremo per dimostrare che questo sogno è davvero possibile”.