RAVAGLIA LUCA
Cronaca

Pallacanestro in lutto. Addio a Robert Brkic: malore fatale a 45 anni

Ieri l’ultimo saluto, lascia la moglie Romina e il figlio Alexander di 12 anni. Suo fratello David è stato giocatore di serie A e della nazionale azzurra.

Pallacanestro in lutto. Addio a Robert Brkic: malore fatale a 45 anni

Pallacanestro in lutto. Addio a Robert Brkic: malore fatale a 45 anni

Cesena, 24 ottobre 2023 – Il mondo della pallacanestro a Cesena, se lo hai frequentato, sai che è ben più di uno sport. Ci si conosce tutti. Nel sentirlo dire, magari viene da pensare all’altezza, che se incontri per strada uno alto due metri, lo riconosci subito. In effetti però no. L’altezza è la cosa più piccola. Ieri mattina Cesena ha detto addio a Robert Brkic, che aveva 45 anni, ed è prematuramente e improvvisamente scomparso lo scorso fine settimana. Lascia la moglie Romina, il figlio Alexander che frequenta le scuole medie e tutto il resto della famiglia, compreso il fratello David, di quattro anni più giovane, che nella pallacanestro ha fatto davvero strada, trascorrendo una carriera tra la serie A e la maglia della nazionale, prima di chiudere il suo percorso proprio a Cesena, vestendo la maglia dei Tigers. Anche Robert, ‘Bob’, è cresciuto con la palla a spicchi in mano, maturando nel settore giovanile di quella che allora era la Basket 82 e oggi è la Cesena 2005: nel 1997 indossando quella maglia era arrivato pure a disputare le finali nazionali. Aveva 19 anni e fin lì ci era arrivato sbucciandosi un ginocchio dopo l’altro, passando ore, giorni, mesi e anni sul parquet, costantemente tra i punti di riferimento del gruppo, qualunque fosse il gruppo nel quale giocava, col coltello tra i denti e col sorriso sulle labbra. Perché in campo si fa di tutto per vincere, nello spogliatoio per divertirsi. E per creare un gruppo non di compagni di squadra, ma di amici. Così passavano le estati al campetto all’aperto, quello dove invece del legno c’è il cemento, dove la passione per il basket ti entra nel sangue. Il ragazzetto Robert se la vedeva nei tre contro tre da una parte del campo e intanto il piccolo David (che poi a poco più di dieci anni ha lasciato Cesena per trasferirsi alla Virtus Bologna, che lo ha fatto diventare grande) lo guardava orgoglioso dall’altro lato, cercando di imitarlo. Le estati erano quelle dei camp al mare, degli allenamenti durissimi sotto 40 gradi due volte al giorno e delle sere in libera uscita, sornioni, approfittando del coach che per qualche ora allentava la presa. E poi i tornei, le trasferte, le vacanze di Natale passate in palestra, la scelta dei numeri di maglia (lui il 5, come Sasha Danilovic), gli aneddoti e le tracce di un passato che non si dimentica.

Non si dimentica sul serio, perché nel frattempo Robert era diventato adulto, aveva messo da parte il pallone entrando nel mondo del lavoro, con incarichi importanti, prima nel gruppo Amadori e poi in quello Martini. Era diventato il primo tifoso di David e il papà di Alexander, al quale aveva trasmesso la passione con la quale era cresciuto. Tanto che anche l’ultimo arrivato di casa Brkic ha preso in fretta confidenza, andando a giocare. Dove? Nella società creata da quelli che erano i compagni di squadra di Robert: la ‘Livio Neri’. La squadra è nata per rendere omaggio al ragazzo che ne porta il nome, scomparso anche lui dannatamente troppo presto, nel 2011. Livio e Robert erano amici, amici veri. Robert aveva accompagnato Livio nel suo ultimo viaggio, portandolo in spalla. Allora il funerale venne celebrato nel campo da basket del PalaIppo, dove entrambi erano cresciuti. Ora magari Livio è lì, a ricambiare il favore. Ad aspettare Bob, con una palla a spicchi in mano e un sorriso di quelli che non si lasciano mai indietro.