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26 mar 2022

Pescatori-spazzini per pulire il mare dai rifiuti

Su due imbarcazioni verranno montate ed installate due speciali rete a strascico che non tratterranno i pesci ma solo spazzatura

Sauro Pari della Fondazione Cetacea (a sinistra) e Massimo Rossi del Rimas
Sauro Pari della Fondazione Cetacea (a sinistra) e Massimo Rossi del Rimas
Sauro Pari della Fondazione Cetacea (a sinistra) e Massimo Rossi del Rimas

di Giacomo Mascellani

Inizia oggi a Cesenatico un progetto sperimentale per pulire il mare dai rifiuti. L’iniziativa è seguita dalla Fondazione Cetacea di Riccione con la collaborazione dei pescherecci Rimas e Michela di stanza nel porto cesenaticense.

Nello specifico i comandanti delle due barche, Massimo Rossi e Massimo Bottacchiari, hanno installato una rete speciale che sarà testata per la prima volta, nell’ambito del piano europeo di cooperazione transnazionale Interreg Italia-Croazia Marless. Si tratta di una particolare rete a strascico ideata per pescare esclusivamente i rifiuti ed è una innovazione assoluta. I pescatori da qualche anno a questa parte vengono definiti gli ’spazzini del mare’, come sottolinea Alice Pari, volontaria della Fondazione Cetacea, perché durante le loro uscite, oltre al pescato riportano a terra parecchi quintali di rifiuti marini.

Questi rifiuti sono definiti ’marine litter’ e con questo termine si identificano tutti quei materiali solidi costruiti e utilizzati dall’uomo, poi dispersi in ambiente marino, come bottiglie e imballaggi di plastica. Sono rifiuti la cui presenza può causare danni agli organismi e agli habitat marini, oltre a provocare indubbi problemi anche economici. Grazie alla cooperazione tra partner italiani e croati, attraverso il progetto Marless (Marine litter cross-border awareness and innovation actions), cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, si potrà quindi studiare la presenza di questi rifiuti in Adriatico e le diverse fonti di tali inquinanti, ma anche mettere in atto iniziative finalizzate a ridurre gli impatti ecologici, sociali ed economici dei rifiuti stessi.

Il progetto consiste in attività di campionamento, di sensibilizzazione e di sperimentazione di nuove metodologie atte a rimuovere e trattare i rifiuti marini. Queste azioni pilota includono l’utilizzo di seabin, droni, barriere fluviali e azioni di fishing for litter (la pesca dei rifiuti), coinvolgendo i pescatori professionisti.

Proprio al porto di Cesenatico si terrà a battesimo l’attività di pesca dei rifiuti, che poi proseguirà con il coinvolgimento della marina di Rimini. Grazie alla disponibilità e collaborazione dei comandanti Rossi e Bottacchiari che usciranno insieme in giornate straordinarie all’attività di pesca autorizzate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dalla Capitaneria di Porto per ripulire una parte dell’Alto Adriatico, si sperimenterà una particolare rete a strascico, che eviterà la cattura dei pesci, trattenendo invece i rifiuti marini che quindi potranno essere recuperati. I rifiuti in questo modo rastrellati verranno conferiti in un apposito contenitore messo a disposizione dal Comune di Cesenatico, dopo essere stati smistati e catalogati dal personale della Fondazione Cetacea. I rifiuti verranno poi ritirati dal personale della sede di Ravenna dell’Università di Bologna che è partner del progetto, e trattati tramite il processo di pirolisi, cioè di decomposizione termochimica, per creare nuovi materiali. Fra i partner del progetto c’è anche la sede di Cesenatico dell’Università di Bologna. Un progetto importante, sperimentale sicuramente, ma che può aprire la strada ad iniziative simili e molto utili per la salvaguardia dei nostri mari e di tutte le creature che vi abitano. Garantendo loro uno standard di vita migliore con i fondali che potrebbero essere ripuliti da tutti quei rifiuti che vi trovano rifugio, gettati e buttati, non dimentichiamolo mai, dall’essere umano, il principale colpevole di questa drammatica situazione.

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