LUCA RAVAGLIA
Cronaca

Prigionieri del cantiere infinito: "Così non riusciamo a lavorare"

La protesta di un ristoratore di piazzetta Saladini: "La mia attività ischia di soffocare"

Prigionieri del cantiere infinito: "Così non riusciamo a lavorare"

Prigionieri del cantiere infinito: "Così non riusciamo a lavorare"

Prigionieri del cantiere di piazzetta Saladini che avrebbe dovuto essere ultimato da mesi e che in effetti ha visto la quasi completa conclusione delle sue opere di restyling a fine marzo. Per togliere le transenne dalla stretta e potenzialmente suggestiva via Giovanni XXIII che la fiancheggia conducendo verso piazza della Libertà serve però precedere all’asfaltatura. Un’opera che si potrebbe svolgere in una manciata di giorni, ma alla quale finora nessuno ha ancora dato corso. Il risultato è che i disagi si sommano, per i residenti in termini di scomoditià, per gli operatori economici in relazione ai mancati guadagni. E’ il caso per esempio dell’Osteria Malatesta, i cui titolari sono costretti a lavorare in una situazione oggettivamente complicata. "Il quadro è esasperante – raccontano, mostrando lo stato attuale nel quale versa la zona – tanto più che alle nostre sempre più pressanti richieste di informazioni rivolte agli uffici comunali, arrivano in risposta rassicurazioni sempre disattese. Sono due mesi e mezzo che ogni paio di settimane ci assicurano che è la volta buona, che in pochi giorni sarà tutto sistemato. E’ davvero mortificante. Sembrano le promesse dei bambini al parco. Qui però non ci sono bambini al parco, ma attività che rischiano di soffocare". Oltre al danno si profila la beffa, sempre più realistica col passare dei giorni: per bar e ristoranti una data da segnare con l’evidenziatore nel calendario è quella della fiera di San Giovanni, ricorrenza durante la quale decine di migliaia di persone si riversano in città. Il patrono si celebra il 24 giugno e la festa inizierà nel precedente fine settimana. Tra pochissimo. "Ci hanno più volte suggerito, a volte anche con toni sgradevoli, di presentare la domanda per l’occupazione del suolo pubblico. Se avessimo ascoltato loro, oggi staremmo pagando una tassa per un’opportunità della quale non possiamo godere, dal momento che le transenne precludono ogni tipo di intervento da parte nostra. Riguardo al lavoro di riqualificazione della piazza, gli operai hanno terminato l’opera (ad eccezione delle rifiniture e della collocazione degli arredi che ancora mancano) a fine marzo e se ne sono andati. Lasciando però le grate metalliche e alcuni residui dell’intervento, in aree inaccessibili".

A questo si aggiungono l’incuria e la mancanza anche dei più semplici interventi di pulizia pubblica. "A poca distanza da noi c’è un piccione che giace a terra morto da giorni. Non se ne è accorto nessuno? Non è questione di stabilire a chi spetta il compito di rimuoverlo, ma piuttosto di dimostrare il totale disinteresse verso le sorti di questo spicchio di città alle spalle della centralissima piazza della Liberta. Quella, per intenderci, nella quale il cantiere per la riqualificazione era durato anni. Visti i trascorsi, le difficoltà e le polemiche che nacquero, ci aspettavamo l’impegno a non ricadere sullo stesso tema. Almeno qui. Macché".