Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna
Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna
di Annamaria Senni "Il 2021 si apre con una situazione piuttosto incerta: abbiamo una crisi da superare, come paese, ma anche come Romagna". Il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, evidenzia che "già a gennaio si è registrata una ripresa, anche se lieve. Ora occorrono strategie certe, azioni immediate, dialogo e unione". Dall’indagine del centro studi di Confindustria Romagna emerge che per superare la crisi sanitaria viene riposta grande fiducia nel vaccino. Negli ultimi sei mesi del 2020 l’impatto della crisi sanitaria è stato disomogeneo nelle tre province romagnole sui vari settori industriali. La produzione a Forlì-Cesena ha registrato un andamento stabile: +0,2% nel secondo semestre dell’anno passato...

di Annamaria Senni

"Il 2021 si apre con una situazione piuttosto incerta: abbiamo una crisi da superare, come paese, ma anche come Romagna". Il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, evidenzia che "già a gennaio si è registrata una ripresa, anche se lieve. Ora occorrono strategie certe, azioni immediate, dialogo e unione". Dall’indagine del centro studi di Confindustria Romagna emerge che per superare la crisi sanitaria viene riposta grande fiducia nel vaccino. Negli ultimi sei mesi del 2020 l’impatto della crisi sanitaria è stato disomogeneo nelle tre province romagnole sui vari settori industriali. La produzione a Forlì-Cesena ha registrato un andamento stabile: +0,2% nel secondo semestre dell’anno passato rispetto all’anno precedente(a Ravenna +0,8% mentre a Rimini -0,4%). Il fatturato medio totale delle imprese nella nostra provincia è del +0,1% (dove il fatturato estero rappresenta il 27% del totale) rispetto al secondo semestre 2019. Segno meno invece per quanto riguarda il fatturato per le vicine di casa: Ravenna con un -0,2% e Rimini con -1,5%. L’occupazione invece si presenta stazionaria in Romagna a causa anche del blocco dei licenziamenti, mentre la cassa integrazione segna picchi mai raggiunti: 22milioni di ore di cassa integrazione nella nostra provincia nel 2020 e 20 milioni di ore rispettivamente a Ravenna e Rimini. Dal presidente di Confindustria arriva un appello che riguarda le imprese manifatturiere, uniche che hanno dimostrato nella crisi di voler ancora investire: "Sono quelle che fino ad ora hanno tenuto in piedi l’economia del Paese - dice Maggioli - e chiediamo quindi azioni efficaci e un dialogo continuo, oltre all’alleggerimento della burocrazia e la possibilità di poter crescere".

Punto fondamentale per Confindustria è intervenire al più presto anche sulle infrastrutture. E’ necessario far arrivare l’alta velocità in Romagna e su questo potrebbe dare una grossa mano il Recovery Fund, così come è una priorità l’adeguamento sostanziale dell’asse E45E55. "Per la viabilità - spiega Maggioli - il collegamento veloce tra Forlì-Cesena ha fatto un passo avanti con il recente via libera alle pratiche amministrative necessarie, ora vengano rispettati i tempi di realizzazione. Occorre poi naturalmente un intervento diretto che garantisca sicurezza e maggior fluidità al collegamento con Cesena e la E45 e con la Toscana". Necessario per ripartire un dialogo più profondo tra il mondo dell’Amministrazione e quello delle industrie, solo così si potrà affrontare il futuro, che non sarà semplice. "Ovviamente occorre garantire sostegno ai settori maggiormente colpiti dalla pandemia - sostiene Maggioli - come il turismo, la ristorazione e l’intrattenimento, il commercio, la cultura e lo sport. Settori che devono ripartire subito". Importante naturalmente puntare su una Romagna unita e sull’utilizzo di energie e sostenibilità ambientali. A livello nazionale, Confindustria legge come iniezione di fiducia l’incarico a Mario Draghi e punta sulla formazione dei giovani: "Non possiamo far crescere i nostri giovani in una logica di sussidi e assistenzialismo".

Infine dall’esame di un campione di aziende della provincia di Forlì-Cesena emerge un’analisi sulle previsioni del primo semestre 2021. Per quanto riguarda la produzione il 36,4% delle aziende prevede un aumento, il 51,5% crede sarà stazionaria, mentre il 12,1% degli imprenditori prevede una diminuzione. L’occupazione rimarrà stabile per il 69,7% del campione, in crescita per il 12,1% e in calo per il 18%. Grande incertezza sugli ordini, che secondo il 33,3% degli imprenditori saranno in aumento, per il 33,3% stazionari e per il 30,3% in diminuzione.