Cesena 14 giugno 2018 - Se non ti chiami George Clooney, Richard Gere o Matthew McConaughey, chiediti perché una giovane e prosperosa ragazza bionda, per di più single, ti abbia chiesto l’amicizia su Facebook. Pensi che la giovane, ripresa in una foto provocante in bikini, voglia proprio te? Mi dispiace deluderti ma è molto più probabile che si tratti di un’esca sessuale. Lo chiamano ‘sextortion’, si tratta di uno dei pericoli più nuovi e inquietanti del web, che miete vittime sia tra i giovanissimi (tra i 16 e 17 anni) sia tra gli adulti. Ma che cos’è? E’ un’estorsione, o ricatto, sessuale tramite chat online.

Si inizia appunto con la richiesta di amicizia da parte di una donna intrigante o di un uomo di bell’aspetto, ad esempio su Facebook. Lo scopo dell’adescatore è di popolare di amici il proprio profilo e arrivare piano piano a delle ‘vittime’ collegate. Una volta accettata l’amicizia si viene attirati in una chat privata esterna: "sei solo in casa?" o "hai per caso una webcam?" le domande più frequenti. Inizia il gioco pericoloso: una donna o un uomo dall’altra parte hanno atteggiamenti sessuali provocanti. La vittima sempre più 'intrigata' inizia a spogliarsi a sua volta, su richiesta dell’interlocutore. Dall’altra parte filmano e registrano il tutto.

Parte così l’estorsione vera e propria con la richiesta di denaro per non pubblicare il materiale scottante sui social, o inviarlo ai vicini di casa, o ai colleghi, o al partner. Queste esche, anche quando non riescono a far spogliare nella chat la vittima per usare le foto nude come ricatto, possono sempre operare dei fotomontaggi con la vittima vestita e minacciare la loro divulgazione. Fotomontaggi di bassa qualità ma che possono raggiungere lo scopo se riescono a impaurire il malcapitato. C’è chi ci casca, molti ci cascano, e diventa anche una questione di responsabilità verso il proprio network di amici evitare questi profili fake non confermando la richiesta di amicizia.

Ma qual è l’identikit dell’adescatrice o adescatore sessuale? Nella maggior parte dei casi non si tratta di profili veri. In genere non riportano molte informazioni personali e recano quasi tutti l’immancabile dicitura ‘single’. Quindi, chi è alla ricerca disperata dell’anima gemella, stia alla larga da queste allettanti richieste di amicizia. Dietro potrebbe essere un ricatto o una truffa.

È il caso di un 31enne cesenate adescato da una giovane ragazza su facebook che è riuscita a farsi consegnare ben 4500 euro in contanti. Il tutto inizia tre anni fa con un’amicizia: quella tra il cesenate e una ragazza di 29 anni di Bellaria. Poi sui social si presenta lei: Ilaria Capone. Si scoprirà poi che si tratta di un profilo inventato. Arriva la richiesta di amicizia. Richiesta accettata dal giovane. Ilaria ha tutto quello che un ragazzo di 30 anni può cercare in una donna. Il giovane è fragile e, senza neanche rendersene conto, finisce nella trappola e se ne innamora.

Si incontrano una volta sola vicino alla stazione. Poi la ragazza avanza una richiesta: vuole 4500 euro in contanti per un debito di droga con dei ragazzi albanesi. I soldi vengono ritirati dal giovane dal conto corrente dei genitori e consegnati, come suggerito da Ilaria, all’amica comune di Bellaria, nel frattempo rimasta in disparte. Le ragazze poi spariscono, a dire del giovane. E’ una truffa, si capaciterà il cesenate quando andrà a sporgere denuncia. A processo la 29enne di Bellaria è difesa dall’avvocato Andrea Tura. La ragazza sostiene che sia tutto frutto dell’invenzione del giovane e di non aver mai ricevuto soldi. Il 31enne cesenate si è costituito al processo con l’avvocato Alessandro Sintucci. per chiarire la vicenda occorrerà attendere l’udienza del 5 marzo 2019.