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12 apr 2022

"Riprendo il Bestiario nel nome di mia madre"

Emanuele Marchesini porta in scena al Bonci una rielaborazione del monologo interpretato con successo da Angela Baviera

raffaella candoli
Cronaca
Gabriele Marchesini e il figlio Emanuele
Gabriele Marchesini e il figlio Emanuele
Gabriele Marchesini e il figlio Emanuele

di Raffaella Candoli

Di padre e di madre, in figlio. Lo spettacolo "Bestiario", che il Teatro Ragazzi propone martedì e mercoledì al Bonci, è un’eredità che gli attori Gabriele Marchesini e Angela Baviera consegnano al figlio Emanuele che ne è il nuovo interprete. Nasce infatti dalla rielaborazione di un successo di Angela Baviera (scomparsa nel 2008) cofondatrice, con Gabriele Marchesini, compagno di vita e sulla scena, del Teatro Perché. Nel 2006 Baviera, unica apprezzata interprete in scena, accompagnata dal pianista Jeden Cappellari, portò al Bonci una divertente "prova d’attrice" con "Bestiario, storie d’amore e di coltello". Il figlio Emanuele, 32 anni, ha preso il testimone di questo lavoro, il cui testo originale è di Janna Carioli, adattandolo alla proprie caratteristiche attoriali e, ad assisterlo è il padre Gabriele, regista della prima versione. Il monologo è accompagnato dalla pianista e direttore d’orchestra Federica Prata. Lo spettacolo andrà in scena martedì alle 21 e, sempre martedì e mercoledì alle 10.15, solo per le scuole; gli spettatori avranno accesso direttamente al palcoscenico.

Emanuele Marchesini, è senza dubbio un’emozione interpretare un lavoro sulle stesse tavole che hanno visto protagonista sua madre.

"È una prova oggettivamente molto forte, soprattutto pensando che mia madre si presentò agli spettatori a distanza di pochi giorni da un intervento chirurgico, e questo dà la dimensione della forza d’animo che dimostrò in quella circostanza, dato che oltre a recitare, cantava, ballava e cambiava d’abito".

Perché proporre proprio quel testo?

"Beh, intanto perché è giocoso, brillante, ironico. E poi era un impegno preso col direttore del Bonci Franco Pollini, poi saltato due anni fa per via del Covid. A dieci anni dalla morte di mia madre, mio padre ed io abbiamo voluto ricordarla al teatro delle Moline di Bologna, proprio con quel suo successo, intitolandolo ‘Bestiario d’amore. Baviera’, e decidemmo che mentre recitavo, mia madre sarebbe comparsa in scena con delle videoproiezioni di riprese effettuate durante le ultime repliche. In qualche modo abbiamo recitato insieme. Pollini vide lo spettacolo e lo volle per Cesena".

Ritroveremo dunque Angela accanto a lei?

"Non più. È venuto il momento del distacco e del passaggio di consegne, anche se nella locandina siamo lei ed io insieme. Ma mamma resta legata alla storia del Bonci: in uno dei cassetti della memoria, nel foyer del Comunale, recita proprio uno dei brani del Bestiario".

Che dire del testo?

"Che sono 11 monologhi, per altrettanti ‘personaggi’ che si raccontano in vicende e sentimenti che li coinvolgono e caratterizzano, ma alla fine di ogni narrazione lo spettatore scopre che si tratta non di esseri umani, ma di animali. Anzi, capito il capovolgimento del punto di vista, chi assiste si diverte a scoprire in anticipo di quale ‘bestia’ si tratti. Questo vale per gli adulti che per i ragazzi. Quando il teatro è fatto con cura, diventa universale. Inoltre, avere come in questo caso il pubblico accanto, viverne le risate e i commenti, valorizza la performance". Com’è essere diretti dal proprio padre?

"Dal 2008 siamo io e lui, famiglia. Ma un connubio di arte e di vita, già da prima rendeva forte il nostro legame. Condividere la passione per il teatro aiuta. Ho fatto cose in autonomia, ma diversi gli spettacoli, anche in Giappone, per i quali sono stato suo assistente alla regia".

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