di Cristina Mazzi Un pugno di viti scure raccolte dalla strada, destinate alle malcapitate auto di passaggio in via San Cristoforo. "Poi ci sono quelle di ieri, e ieri l’altro – racconta una residente della frazione – e di tutti i giorni prima da sei mesi a questa parte. Solo il primo dell’anno ne abbiamo raccolte cento, un bel regalo di inizio anno. E tutte nello stesso punto: vicino alla piccola rotonda di via San Cristoforo. É lì che si accanisce ‘lui’". Lui, o lei, o loro in effetti. Perché la mano degli atti vandalici, per ora, è assolutamente ignota. "Il messaggio mi sembra molto chiaro però – buttano lì lungo la via –, quelle viti sono minacce...

di Cristina Mazzi

Un pugno di viti scure raccolte dalla strada, destinate alle malcapitate auto di passaggio in via San Cristoforo. "Poi ci sono quelle di ieri, e ieri l’altro – racconta una residente della frazione – e di tutti i giorni prima da sei mesi a questa parte. Solo il primo dell’anno ne abbiamo raccolte cento, un bel regalo di inizio anno. E tutte nello stesso punto: vicino alla piccola rotonda di via San Cristoforo. É lì che si accanisce ‘lui’". Lui, o lei, o loro in effetti. Perché la mano degli atti vandalici, per ora, è assolutamente ignota. "Il messaggio mi sembra molto chiaro però – buttano lì lungo la via –, quelle viti sono minacce indirizzate a noi" e poi lo sguardo si incupisce e si dirige verso casa. "Non sappiamo chi sia l’autore e perché lo faccia" si vocifera poi da lontano, raggiunto il vialetto di casa.

E come in ogni giallo che si rispetti si ammucchiano le ipotesi sul colpevole. La prima? Ovviamente il gommista. Peccato che sia proprio lui, in prima persona, a denunciare il fatto. "C’è gente che ha forato sette volte nel giro di dieci giorni – testimonia Lorenzo Stoppa, responsabile del reparto vetture di Pneusmarket a Pievesestina –. Da mesi a questa parte mi arrivano macchine su macchine che hanno tutte lo stesso problema: gomme forate da viti autofilettanti scure, come quelle che usano i cartongessisti, per intenderci".

C’è chi ha già speso centinaia di euro, "perché nella peggiore delle ipotesi bisogna sostituire l’intera gomma – continua il gommista –, intervento che costa circa un centinaio di euro, per un’auto di media grandezza, come una Golf, ad esempio. Per quelle più grandi il prezzo ovviamente sale". Perfino per chi il lavoro è aumentato non ci sta. "Un’ingiustizia non solo per i residenti – chiosa Stoppa –, ma anche per tanti passanti che evitano il traffico della via Emilia". La rabbia, da quelle parti, si legge negli occhi di tutti. Dal contadino che lavora nel campo di fianco alla via, al titolare del bar tabaccheria sulla rotonda.

"Le lanciano in tutta la strada, da San Cristoforo a Provezza. Abbiamo avvertito le forze dell’ordine da tempo, e denunciato il fatto – conferma il titolare –. Gli agenti stanno facendo il possibile: fanno la ronda da tempo, si appostano da queste parti". Per ora, però, è risultato difficile individuare il colpevole del gesto. "Le viti le troviamo la mattina – continua il tabaccaio –, di sera. Non c’è un orario fisso". Per i residenti e commercianti del posto – poco prima della rotonda c’è anche una trattoria – a questo punto si può percorrere solo una strada: installare le telecamere. E poi sospirano, rassegnati. "Ma decideranno le forze dell’ordine, che appunto stanno già indagando".

"Ho visto gente disperata – raccontano nella frazione – scendere dalla macchina con le mani nei capelli". Un incubo, interviene Milena Amaducci, "contro il quale purtroppo siamo abituati a combattere. Ma siamo stanchi, molto stanchi. Io e mio marito raccogliamo le viti che vediamo davanti a casa, certi giorni ne troviamo centinaia in una volta sola. E chi non se ne accorge subito? È pericoloso circolare con una gomma a terra. Speriamo di risolvere con le telecamere, altrimenti siamo davvero disperati". E poi ripone il vaso pieno di viti sullo scaffale del deposito attrezzi. Come ultimo di una lunga fila.