Cesena, 15 maggio 2019 – Passata indenne anche la forte pioggia di stamattina, la situazione del fiume Savio, a Cesena, sembra avviarsi verso una normalizzazione. Così, gradualmente alla gestione dell emergenza nella stanze di Palazzo Albornoz prende piede la fase due, che si concentra sulla conta dei danni. La prima cifra, ancora del tutto provvisoria, supera già il milione e mezzo di euro e la quota più consistente è quella relativa alle opere stradali, per un importo di 1 milione 140mila euro.

Fra gli interventi a cui si dovrà mettere mano ci sono il ripristino del percorso ciclopedonale del savio (250mila euro) e la ricostruzione dell’argine in prossimità del sottopasso di via Machiavelli (200mila euro), mentre altri 240mila euro serviranno per la risagomatura dei fossi e lo spurgo delle fogne in alcune delle strade interessate dall’inondazione, come via Fornasaccia, via Ficchio, via Almerici (sottopasso autostrada), via Fiume Ronta, via Machiavelli, via Riccone, via Roversano, via S. Alberto, via Campiano. Oltre 200mila euro saranno necessari per il ripristino di alcune frane (via s. Lucia, via Formignano, via Casalbono).

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Per quanto riguarda il verde pubblico, ammonta a più di 450mila euro la somma necessaria per rimediare ai guasti provocati dagli allagamenti e dalla frana nel parco Ippodromo, di cui 110mila per il riporto del terreno, 100mila per la formazione della scogliera, e altri 100mila per l’intervento sul rio Sacerdoti. Cifre più contenute riguardano i lavori di ripulitura del fiume dal legname con il braccio meccanico che abbiamo visto in azione in queste ore sul ponte nuovo, e che è costato 15mila euro, e le infiltrazioni negli edifici scolastici, per cui serviranno almeno 50mila euro.

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Cifre che per il sindaco Paolo Lucchi e l’assessora alla protezione civile Francesca Lucchi confermano “la straordinarietà dell’emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare”. Sul fronte bilancio, chiudono poi sindaco e assessora, “tranquillizzano le rasscurazioni fornite ieri dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha garantito l’impegno della Regione a intervenire con risorse proprie nel caso che il Governo non riconosca lo stato di calamità». Il ringrazia, infine, tutti coloro che hanno lavorato incessantemente alla gestione dell’emergenza.