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26 mag 2022

Scarpe, guerra e costi bloccano la ripresa

Il distretto calzaturiero sammaurese resta sotto i livelli pre pandemia soprattutto a causa del crollo del vendite sul mercato russo

26 mag 2022
maddalena de franchis
Cronaca

di Maddalena De Franchis Il 2020 si conferma l’annus horribilis del calzaturiero italiano: nei lunghi mesi del lockdown e degli aperitivi in diretta streaming, il settore è precipitato a un pauroso -22% rispetto al 2019. Dopo una débacle così rovinosa - parzialmente ridimensionata solo dalle vendite di pantofole e scarpe sportive - nel 2021 il giro d’affari è cresciuto del 21%, ma resta ancora inferiore a quello registrato nel 2019 (-6%). È quanto emerge dal report appena pubblicato dall’area studi di Mediobanca, che ha preso in considerazione 170 aziende del calzaturiero made in Italy. Il ritorno ai livelli pre-crisi, atteso nel 2022, è ora compromesso dal conflitto russo-ucraino, viste le forti ricadute sia sui prezzi di energia e materie prime, sia sui flussi commerciali verso Russia e Ucraina. A proposito di flussi commerciali verso l’estero, anche il rapporto sull’export dei distretti industriali emiliano-romagnoli nel 2021, rilasciato nei giorni scorsi dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, evidenzia come il polo di San Mauro Pascoli sia rimasto abbondantemente al di sotto dei livelli del 2019 (-25,9%), soprattutto a causa del peggioramento delle vendite sul mercato russo. "Oltre alla guerra e al caro carburanti, ciò che realmente minaccia la sopravvivenza del distretto sammaurese è la mancanza di valorizzazione da parte dei grandi marchi internazionali del lusso": esordisce Roberta Alessandri, titolare di Smart Leather (azienda specializzata in orlatura) e ideatrice del brand di borse e accessori Tomassini bags. "Negli ultimi tempi, anche i colossi si lasciano guidare dalla ricerca del prezzo più basso possibile, a scapito di qualità, etica del lavoro e sostenibilità. Qui le aziende hanno una cultura, una responsabilità sociale e un rispetto per le maestranze che non si trovano altrove: se si affidano commesse senza verificare tali requisiti, si fa un danno all’intero settore. Fare impresa non è solo business, ...

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