Sestri Levante-Cesena, Barilari previdente: "Difficile essere all’altezza dei bianconeri"

Domani la gara a Vercelli, il mister dei genovesi: "Diciamolo, il campionato è già chiuso. Spetta a noi andare in campo senza paura"

Sestri Levante-Cesena, Barilari previdente: "Difficile essere all’altezza dei bianconeri"

Sestri Levante-Cesena, Barilari previdente: "Difficile essere all’altezza dei bianconeri"

Contro una squadra capace di tutto e del contrario di tutto. La gara che il Cesena affronterà domani a Vercelli con il Sestri Levante la metterà di fronte ad una compagine da cui è davvero difficile dire cosa potersi aspettare. Nelle ultime sette partite i liguri hanno perso in casa 0-2 contro il Pontedera, poi hanno vinto a Lucca 3-1, pareggiato 0-0 in casa contro l’Entella nel derby ligure, perso 3-0 a Pescara, vinto 1-0 a Sassari contro la Torres, prevalso 1-0 in casa contro il Perugia e perso l’ultima in trasferta in casa della Juve Next Gen 1-0. Incostante? Altalenante? Scegliete voi l’aggettivo che più si attaglia al gruppo allenato da Enrico Barilari: "Siamo una squadra che prova a costruire gioco e questo, a seconda dell’avversario, può dare luogo a risultati sorprendenti o meno brillanti – spiega il mister –. Mercoledì contro la Juve abbiamo fatto una gara clamorosa ed abbiamo perso. Contro la Lucchese ci hanno preso a pallate e abbiamo vinto, un po’ come contro la Torres dove ci siamo chiusi ma alla fine abbiamo vinto. Contro il Perugia invece abbiamo fatto un’ottima partita".

Quindi è vero che siete un po’ altalenanti?

"In parte sì, ma va detto che abbiamo affrontato squadre di alta classifica. Siamo stati fortunati in alcune occasioni e sfortunati in altre, ma questo è il calcio".

Con 28 punti siete ad un passo dalla salvezza e ad uno dai playout.

"Mi ero illuso che saremmo arrivati alla salvezza in anticipo, poi per certe mancanze strutturali e per qualche assenza non ci siamo riusciti. Ma siamo pronti a conquistare la salvezza".

Nella sfida del 15 ottobre scorso a Cesena strappaste un 2-2. Finora siete stati l’unica squadra insieme alla Torres a fare un punto al Manuzzi.

"Il primo pari fu meritato. Nella ripresa il Cesena entrò in campo con ben altro atteggiamento, poi si distrasse e noi pareggiammo con un’azione fortuita, fra l’altro nel momento in cui stavo decidendo le sostituzioni". Lunedì (domani, ndr) si replica a Vercelli. I bianconeri sono lanciati...

"La realtà è che il Cesena è ingiocabile. Se sei troppo aggressivo ti ‘ammazzano’ in velocità e ripartenze; se resti troppo dietro ti ‘schiaffeggiano’ con i loro attaccanti e centrocampisti. Per fare gara alla pari noi dovremo disputare la partita perfetta e loro commettere molti errori".

Il Cesena non perde dal 3 settembre. Potrebbe affidarsi alla legge dei grandi numeri...

"Mi piace consolarmi dicendo che prima o poi succederà che perdano una partita, ma non credo capiterà lunedì (domani, ndr). Sono fortissimi e Toscano non sottovaluta mai nessuno. Semmai noi dovremo affrontarli in modo sfrontato, senza paura né riverenza, sapendo che il nostro campionato si deciderà negli scontri diretti".

Cosa teme di più del Cesena?

"Sarebbe facile dire Shpendi, o la difesa che non prende gol da più di otto partite e che non si sposa con la nostra fase offensiva, dove produciamo tanto ma concretizziamo poco. Quello che mi preoccupa di più nella squadra di Toscano sono i ‘quinti’, vale a dire Adamo e Donnarumma o chi giocherà al loro posto".

Ha già pensato a qualcosa per metterli in difficoltà?

"Certo, ma abbiamo giocato mercoledì e ci sarebbe voluto più tempo per preparare una partita di questa difficoltà".

Secondo lei il Cesena è la grande favorita di questo girone o da qui alla fine potrebbe ancora cambiare qualcosa?

"Il campionato è obiettivamente già chiuso. Questo era visibile fin dall’inizio, ma è stato chiaro e solare nell’ultimo mese. Il Cesena ha una superiorità netta e spero non solo che venga promosso in B, ma anche che possa raggiungere e centrare tutti quei record e quei traguardi che sono alla sua portata. Sono stagioni indimenticabili, da vivere al massimo fino in fondo".

Stefano Benzoni