Quotidiano Nazionale logo
23 mar 2022

Spiro, il rapper che sogna Celentano

"Vorrei collaborare con lui. Ecco il mio disco che dà forma e sostanza a dolore e rabbia"

Spiro, all’anagrafe Simone Giannattasio
Spiro, all’anagrafe Simone Giannattasio
Spiro, all’anagrafe Simone Giannattasio

Uno dei giovani musicisti più interessanti che si affaccia sulla ribalta ha pubblicato il suo primo album dopo ben dieci anni di sperimentazioni. All’anagrafe si chiama Simone Giannattasio, in arte Spiro, è originario di Cervia, ma ha frequentato le scuole a Cesenatico ed è conosciuto in tutta la riviera. Il disco è "Forget", è prodotto da Majorizm (Massimiliano Giorgetti), ed è composto da dieci tracce ed include anche produzioni di Marco Scaia e dell’artista milanese Chakra (nome di battesimo Luca Ferraresi).

Spiro, dopo dieci anni di progetti musicali, cosa rappresenta per te questo album?

"E’ la sintesi di un percorso lungo e sofferto. Sicuramente è molto di più di un semplice progetto discografico perché per me la musica non è mai stata un gioco. Cantare per me è un bisogno fisiologico, una necessità ossessiva, un modo per dare forma e sostanza al mio dolore e alla mia rabbia".

Perché ha scelto il nome "Forget"?

"Per esorcizzare la paura dell’oblio dopo la morte. La mia paura più grande è lasciare questo mondo senza aver fatto qualcosa che possa rimanere nel cuore di almeno un individuo. La mia peggior paura è quella di non essere ricordato".

Cosa troviamo in questo disco? "Ci sono tre brani già editi, Cleopatra, Kintsugi e Spdt, e sette inediti. In uno di questi, "Senz’anima", c’è anche la voce di Bonnie, mentre i "Meglio di Enrico" hanno dato il loro supporto strumentale al brano Overdose".

L’hanno definita il rapper della "musica contro", lei chi vuole attaccare?

"In primis i musicisti instagrammer, quelli che pensano più alla buccia che alla sostanza, che non hanno nulla da condividere se non quei ritornelli copia e incolla che, recitati a memoria, coprono il vuoto delle loro idee. Cantano per i follower e scambiano i like per il successo".

Come definirebbe la sua musica?

"Non mi piacciono le etichette, ma se proprio devo, allora mi definisco banalmente un rapper, anche se voglio sentirmi libero di sperimentare anche altri generi musicali. Ascolto di tutto, da Capossela al blues, sogno un featuring con Celentano ed evito il genere rap italiano perché non voglio correre il rischio di subire influenze o contaminazioni".

Giacomo Mascellani

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?