I Guerrini Bratti davanti alla statua
I Guerrini Bratti davanti alla statua

Cesena, 9 luglio 2019 - C’è voluta una troupe di Freedom, la trasmissione di Mediaset, guidata da Roberto Giacobbo, il giornalista dei misteri svelati, per certificare una realtà celata da oltre 200 anni in uno dei più bei palazzi cesenati. Qui, a Cesena, nella storica via Chiaramonti (che rimanda a uno dei tre papi della città), dietro gli affreschi della facciata di palazzo Guerrini Bratti c’è la più antica statua della libertà.

Possibile? E quelle che ci arrivano dall’antichità? Come testimonia l’attore Orso Maria Guerrini, che ha ereditato lo storico palazzo dallo zio conte Leon Francesco Guerrini Bratti, quelle appartengono ad un’altra storia. La particolarità della statua realizzata dall’architetto e pittore mantovano Leandro Marconi, che tra il 1792 e il 1796 ristrutturò la nobile magione, è che fu la prima statua della libertà realizzata quando ancora gli esiti della rivoluzione francese (1789) erano vivi e fecondi. Prima di quella posta sulla facciata del Duomo di Milano, prima di quella collocata nella basilica di Santa Croce a Firenze e prima di quella che svetta davanti al porto di New York costruita dall’architetto francese Frédéric Auguste Bartholdi nel 1883.

E prima di tante altre realizzate in Francia e in Germani” rincara Orso Maria Guerrini. “Se l’amico Orso Maria Guerrini non ci avesse telefonato per raccontarci questa storia - dice ghiotto Sandro Giacobbo – non l’avremmo mai scoperta”. Quella statua in effetti, non ha avuto la visibilità delle consorelle successive. “La sua particolarità - aggiunge Orso Maria Guerrini - è che fu commissionata da una nobile famiglia in epoca di poco successiva alla Rivoluzione Francese ed è collocata nel palazzo quasi a guida di un percorso che, salendo un capolavoro di scala a chiocciola, si conclude alzando lo sguardo su un rosone dove Giustizia e Pace si baciano mentre un putto rinfodera una spada”.

Si tratta, come evidenzia lo stesso Orso Maria Guerrini, dell’effìge di una giovane donna, drappeggiata in foggia classica, appena sorridente che, impugnando una fiaccola, invita il visitatore a salire in alto, laddove Pace e Giustizia si apprestano a un tenero legame. Una particolare, tuttavia, colpisce chi la guarda. La fanciulla regge la fiaccola con la mano sinistra; tutte le sue consorelle tengono il simbolo della luce con la destra. Che si tratti soltanto di una bella immagine di giovinezza a cui lo scultore ha affidato il compito di reggere il lume che dà luce al leggiadro scalone?

A fugare ogni dubbio c’è l’espertize di un famoso artista/critico d’arte, Giannetto Malmerendi, che ha lasciato una disamina incontestabile sull’identità della fanciulla scolpita da Leandro Marconi (unica sua opera da scultore). A dare enfasi alla testimonianza c’è la lettura, con la nota voce che fa vibrare i muri, da parte del suo attuale proprietario. Ma chissà fino a quando Orso Maria Guerrini resterà tale. E’ noto che il palazzo sia in vendita e si chiacchiera di una cordata di imprenditori forlivesi interessati all’acquisto.