Uno spinello

Cesena, 13 maggio 2018 - Mentre dentro l’aula del tribunale di Bologna quattro ragazzi tentavano di spiegare al giudice come mai erano stati pizzicati dai carabinieri con un chilo e mezzo di marijuana, fuori i loro amici si mettevano in posa per fare una bella foto di gruppo, scattata dalla madre di uno degli imputati con il telefonino. Erano in tribunale per sostenere gli arrestati, tutti giovani di buona famiglia incensurati, studenti universitari o lavoratori, processati per direttissima con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio.

Il giudice alla fine ha convalidato gli arresti e rinviato il processo, come chiesto dagli avvocati, non prima di aver disposto i domiciliari per tutti gli imputati. Sono un 24enne di Bologna, D. A. F., un sardo di Olbia, G. S., 21 anni, studente fuori sede residente in città, un bagnino residente a Cesenatico, G. S., 21, e un albanese residente a Cesena, A. K, 20. Quando sono usciti, scortati dalla polizia penitenziaria, gli amici e le fidanzate li hanno abbracciati, qualcuno si è messo a piangere, qualcun altro li ha salutati urlando, mentre alcuni si domandavano come fare con gli imminenti esami universitari e la solita madre rincuorava il suo figliolo.

Il blitz dei carabinieri nell’insospettabile covo dello spaccio studentesco è scattato giovedì. Verso le 16,30 una pattuglia ha notato uno strano via vai di giovani in un palazzo di via Massarenti a Bologna. I ragazzi quasi sempre entravano dopo aver parlato con qualcuno che si affacciava alla finestra. E così i militari dell’Arma si sono appostati fino alle 20,30, quando sono usciti il cesenaticense e l’albanese con in mano una busta della spesa. I due hanno percorso 250 metri e poi si sono divisi: il cesenaticense è tornato indieto, l’amico ha aperto il baule di un’auto parcheggiata e vi ha riposto la busta.

A quel punto i carabinieri sono entrati in azione. Hanno bloccato l’albanese e hanno preso la busta bianca: dentro c’erano 628 grammi di marijuana contenuti in un involucro nascosto sotto una maglietta scura. Poco lontano anche l’amico è stato bloccato, vicino a un distributore.

Fermati i due, i carabinieri si sono dedicati all’appartamento. Appena entrati, sono stati accolti dall’inconfondibile aroma di ‘erba’. Il soggiorno ne era saturo. In casa c’erano 12 persone, fra cui due ragazze, quasi tutti studenti bolognesi e sardi, e il tavolo era pieno di involucri di marijuana e spinelli già pronti. Nella stanza del sardo, residente in quell’appartamento, c’erano 796 grammi, mentre il bolognese aveva addosso 2,73 grammi e 2.500 euro nascosti negli slip. Così sono scattati gli arresti. In aula i quattro si sono difesi allo stesso modo: «La droga era per uso di gruppo». I romagnoli dovevano portarla a casa per consumarla con gli amici: «Siamo venuti a comprarla a Bologna perché costa meno – hanno detto al giudice –. Era la prima volta. Non siamo spacciatori». Stesso copione per gli altri due: «La marijuana era per le feste del nostro giro di amici». Un giro evidentemente piuttosto esteso, vista l’ingente quantità.