SuperEnalotto, dalla ricevitoria avvisano che il tempo stringe per riscuotere la vincita
SuperEnalotto, dalla ricevitoria avvisano che il tempo stringe per riscuotere la vincita

Cesena, 10 luglio 2019 - A Mercato la vita scorre come sempre, c’è però chi si pone una domanda: chi è il fortunato vincitore dei 100mila euro che non sono ancora stati ritirati e il termine scade il 19 luglio? Nella ricevitoria Edicolè, all’interno del centro commerciale La Galleria, una persona ‘baciata’ dalla dea bendata tra il 17 marzo e il 20 aprile ha giocato al ‘Superenalotto Superstar’ edizione pasquale. In aggiunta, da controllare sulla schedina, c’era un codice ‘100x100 Pasqua’ la cui combinazione vincente sarebbe stata svelata il 20 aprile. Quel qualcuno però non vi ha fatto caso. Avrà gettato la ricevuta di gioco subito dopo aver constatato di non essersi aggiudicato il jackpot milionario? Ce l’avrà ancora nella tasca del giubbotto?

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Claudia, dell’edicola e tabaccheria, non sa proprio come individuare il giocatore. «Chi sia il fortunato non lo so. Noi abbiamo subito appeso un cartello con scritto della vincita, qualcuno si è presentato dopo Pasqua per verificare il codice ma non la persona giusta». Sono diverse le persone che effettivamente chiedono ‘gratta e vinci’ come il ‘Turista per sempre’. Una signora tenta la buona sorte e la butta sul ridere: «Magari fossi io quella che ha vinto. Adesso controllo a casa, se ho la ricevuta torno oggi pomeriggio».

In realtà la vincita è da riscuotere presso gli uffici premi Sisal di Milano o Roma e di tempo non ne rimane molto: appena nove giorni. Il premio è da ritirare entro il 90° giorno, quindi il 19 luglio. Per incassare bisogna presentare la ricevuta di gioco vincente, integra ed originale altrimenti i 100mila euro rimarranno nelle casse dei Monopoli. Qualcuno mormora che la notizia non è circolata subito: «Dalla ricevitoria avrebbero dovuto fare più clamore, non si può scoprire dopo tre mesi. Ormai quel denaro non verrà mai riscosso». Il rischio è che il fortunato lo scopra troppo tardi, quando la dea bendata si sarà già voltata dall’altra parte.