Il semaforo campione di incassi
Il semaforo campione di incassi

Cesena, 1 agosto 2020 - Prima le buone notizie, come si suol dire. Da quando sono stati installati i T-red, gli occhi elettronici in grado di immortalare chi passa col semaforo rosso o chi si ferma dopo la linea di arresto (con annesse polemiche: è davvero così rischioso?), le infrazioni si sono ridotte sensibilmente. Siamo passati, dicono le stime della Polizia Locale, da picchi di 20-38 transiti all’ora con il rosso, registrati in varie zone della città prima di passare alla linea dura, a meno di due violazioni al giorno nei quattro semafori che da circa due mesi sono monitorati e producono multe a iosa.

Ed ecco le brutte notizie per gli automobilisti. I primi dati, a poco più di due mesi dall’accensione degli impianti, parlano di quasi 20 infrazioni fotografate al giorno, per un totale di 1.261 multe recapitate, suddivise tra il superamento della linea di arresto (915 infrazioni in 64 giorni, multa da 41 a 160 euro e due punti in meno sulla patente) e veri e propri passaggi col rosso (346 infrazioni, multa da 163 a 646 euro e sei punti in meno).
Il ‘jackpot’ , che tiene conto della sanzione minima e non tiene conto del pagamento anticipato, dunque scontato, ma neanche delle morosità, fa quasi 94mila euro in due mesi. Quasi 1.500 euro al giorno. Il D-day, molti lo ricordano amaramente, è scattato il 25 maggio scorso.
Da quella data sono inziate le multe, su tre semafori della via Emilia (e presisamente tra viale Bovio e corso Cavour in direzione Rimini; viale Oberdan e corso Cavour, direzione Forlì; viale Marconi e via Marzolino, direzione Rimini) e su un ulteriore semaforo tra via Padre Vicinio da Sarsina e via don Minzoni, direzione Rimini.

Le statistiche sono interessanti. Ci dicono che, nella stragrande maggioranza dei casi, a generare multe è l’incrocio tra la via Emilia e Corso Cavour (915 multe in due mesi), ma che se per il superamento della linea sono nettamente in testa gli automobilisti che vanno verso Rimini (616 infrazioni su di 915), a bruciare il rosso pare venga meglio in direzione Forlì (121 multe su 346). La resa economica è di tutto rispetto: in 64 giorni soltanto quell’incrocio ha potenzialmente generato una cifra superiore ai 63mila euro. Quasi mille euro al giorno. Seguono, per numero di multe, l’altro incrocio monitorato sulla via Emilia (141 superamenti della linea e 74 rossi bruciati) e da ultimo l’incrocio tra via Padre Vicino da Sarsina e via don Minzoni (69 superamenti della linea e 62 rossi bruciati). E la mappa si arricchirà presto di un ulteriore occhio, quello all’ex Zuccherificio, tra viale Europa e via Machiavelli, pronto ad essere acceso. C’è da stare attenti, partendo da un innegabile dato: le multe fanno male al portafoglio, e bruciare un rosso troppo spesso può costarci la vita.