Cesena, 15 marzo 2019 - “Non è vero che i topi sono scomparsi, spesso mi capita di vederne ancora. Ma non ci faccio caso, siamo in campagna, se sono in pochi e non è un’invasione, è normale”. Guarda verso lo stabile di via Medri 3166 l’anziana donna che a Capannaguzzo ha vissuto l’intera vicenda, più o meno mediatica, dei ‘ratti di Gattolino’. “I proprietari dell’ex allevamento di piccioni – spiega – sono arrabbiati perché tutti hanno dato loro la colpa, ma dovremmo esserlo più noi residenti, dato che ci siamo ritrovati i topi in casa”. È spopolata via Medri al mattino, eccetto qualche agricoltore e poche donne all’opera nell’aia della propria abitazione, non ci sono vetture.

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I roditori impazziti (video) fuggiti dalla piccionaia dismessa e riversatisi per le strade trovando la morte sono solo un vecchio, un po’ macabro, ricordo. La questione però non ha trovato un punto, anzi. L’ufficio legale del Comune di Cesena sta raccogliendo elementi di contesto per rivolgere un’azione legale agli ex proprietari dello stabile al civico 3166 da cui sembra essere scaturito il tutto. Prima del ‘pasticciaccio’ del gennaio scorso l’immobile era stato venduto a nuovi acquirenti adesso preoccupati del tema della bonifica dell’area.

Cesena, guerra ai topi a suon di trappole

È infatti presumibile che sotto terra ci siano ancora carcasse di topi morti. Sia i vecchi che i nuovi proprietari hanno richiesto un incontro al Comune, attualmente non concesso. Ciò che è certo è che i proprietari originari non saranno interessati solo da una sanzione amministrativa, avendo la totale responsabilità di quanto è accaduto. “Quello che si è verificato – fanno sapere dal Comune di Cesena – è frutto dell’incuria nella fase di passaggio tra una proprietà è un’altra. È stato fatto tutto con grande ritardo, anche la bonifica”.

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Nessuna epidemia, questo ormai si è chiarito: “Stando alle analisi fatte sui roditori – specifica infatti l’assessora all’ambiente Francesca Lucchi –, gli esemplari erano in salute”. L’allarme perciò è rientrato: “Abbiamo collocato dodici esche velenose all’esterno della piccionaia dismessa lo scorso 31 dicembre e lungo il tratto di strada che percorre il confine della proprietà. Il proprietario - prosegue Lucchi - da parte sua ha attuato un lavoro di bonifica. Inoltre, come era stato precisato sempre dal Comune, all’indomani dell’invasione sono stati utilizzati ben 2 chili di mangime con topicida se si tiene conto che un topo in media consuma 20/25 grammi di cibo al giorno, significa che un centinaio di loro ha mangiato una razione di veleno».