ANNAMARIA SENNI
Cronaca

Trattori a Pievesestina: "I rincari fanno strage di aziende agricole"

Protesta di 150 agricoltori romagnoli vicino al casello di Cesena nord. Il presidio andrà avanti fino a domani notte, ieri la visita del sindaco Lattuca.

Trattori a Pievesestina: "I rincari fanno strage di aziende agricole"

Trattori a Pievesestina: "I rincari fanno strage di aziende agricole"

I trattori non mollano. Torna sulle strade di Cesena la protesta degli agricoltori. Ieri mattina 150 agricoltori, provenienti da varie parti della Romagna, alla guida dei loro trattori sono arrivati a Pievesestina e si sono fermati in un’area agricola vicino al casello di Cesena Nord, scortati dalle forze dell’ordine. Un presidio che durerà tre giorni, fino alla mezzanotte di domani. Una protesta che era stata annunciata. Al centro della richiesta degli agricoltori c’è l’esigenza di aumentare la redditività per le imprese agricole del territorio. Troppo ampia, secondo gli agricoltori, la forbice tra i compensi di chi coltiva i campi e i costi per il consumatore, che scontano l’inflazione e il carovita. "Chiediamo che i nostri prodotti vengano remunerati con un giusto prezzo – spiega Davide Rossi agricoltore cesenate – in modo da poter avere un reddito giusto. Continueremo questo presidio per tre giorni sperando di essere ascoltati e, se non ci ascolteranno, andremo direttamente a Roma".

Gli agricoltori si sono muniti di tutto ciò che è necessario per passare giorno e notte all’aperto, e hanno anche portato legna in abbondanza per potersi scaldare e, perché no, anche per cuocere alla brace un po’ di carne alla griglia. Si invocano misure concrete per frenare la concorrenza dei prodotti extra-Ue. "L’inflazione ha influito su tutta la filiera – dice Davide Rossi – le aziende agricole che hanno chiuso e chiuderanno sono tante". Le spese sono salite su tutto, protestano gli agricoltori, sui concimi, sui fitofarmaci, sui dipendenti. "Il costo della vita è aumentato – sostiene Rossi – solo i nostri prodotti agricoli si trovano allo stesso prezzo. Continueremo con i presidi finché non verremo ascoltati dal Governo. Il made in Italy va preservato, c’è una concorrenza sleale da parte dei paesi europei che offrono prezzi più bassi perché non rispettano tutti i rigidi protocolli che ci vengono imposti". Tra le richieste c’è quella di riscrivere le regole della Pac, la Politica Agricola Comune, tenendo conto delle zone svantaggiate e con minore produzione. Si chiede di togliere l’obbligo delle rotazioni delle colture; di tutelare le produzioni nazionali, anche attraverso le indicazioni sui prodotti che richiamino il 100% di provenienza italiana: si lotta per una legge seria che tuteli il made in Italy, con un taglio netto alla burocrazia e semplificazione delle norme su tutti i settori. E, infine, si vuole creare un tavolo di confronto permanente tra agricoltori e Ministro. Ieri mattina a Pievesestina è arrivato anche il sindaco Enzo Lattuca. "Siamo qui per ascoltare e capire le vostre richieste".