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8 apr 2022

Tunnel sporchi e al buio: i pedoni li evitano

Tra i casi peggiori ci sono i sottopassi di viale Bovio e via del Mare. I cittadini denunciano anche situazioni di insicurezza

luca ravaglia
Cronaca

di Luca Ravaglia

C’è chi aumenta il ritmo sui pedali per tornare in fretta in ‘superficie’ e c’è chi di scendere lungo quelle scale proprio non vuole sentirne parlare. Nell’immaginario di molti cesena, il sottopasso continua a rappresentare una zona d’ombra che sarebbe meglio evitare: il potere della suggestione è alimentato da grovigli di graffiti sui muri, illuminazione in certe zone rivedibile, scarse frequentazioni e, a volte, degrado e incuria. Parlare di tunnel significa prendere in considerazione i percorsi ciclo pedonali che bypassano la rete ferroviaria. Con in più l’aggiunta di un paio di alternative che permettono di attraversare la via Emilia. Tra queste c’è per esempio il percorso ricavato sotto a viale Bovio. Il pavimento è pulito, ma i muri sono ‘impreziositi’ da scritte vergate a colpi di bomboletta. La strada è frequentatissima, a due passi ci sono una pasticceria e una banca e dunque, soprattutto di giorno, verrebbe da dire che il rischio di fare sgraditi incontri è remoto. Eppure il sottopasso è inutilizzato, quasi sempre deserto. E’ invece maggiore la frequentazione del sottopasso che da via Ravennate conduce alla zona di viale Europa. Ottima soluzione per chi si muove in bici, garantisce un significativo risparmio in termini di tempo rispetto alla viabilità ordinaria. Lo usano per lo più i lavoratori, la zona è pulita, i murales fanno parte dell’arredamento e la luminosità potrebbe essere migliorata: "Soprattutto alla sera, rientrando a casa – racconta una donna che passeggia in zona - aumento il ritmo delle pedalate. Perché a volte le frequentazioni non sono delle migliori". In assoluta controtendenza c’è il sottopasso Cavour, che è stato ‘adottato’ dagli studenti dell’istituto ‘Comandini’, impegnati ogni anno a curarne la manutenzione. Il risultato è da applausi: il degrado è scomparso. I ragazzi delle scuole superiori del territorio avevano provato a vivacizzare anche il collegamento che dalla zona del Montefiore conduce verso lo stadio, con una serie immagini a tema sportivo che inizialmente avevano tenuto a bada a i graffitari. Il cerchio si chiude in via del Mare. Sembra quasi di percorrere una superstrada: l’asfalto è pulito e in buono stato, i muri molto meno. Le ragnatele sono ovunque e le scritte che si sovrappongo sono il frutto di anni durante i quali nessuno ha pensato di mettere mano al pennello. Incrociamo una donna in bici che scollina il cavalcavia intitolato a Martin Luther King. "Col sottopasso avrei fatto prima? Senza dubbio. Ma anche adesso, in pieno giorno, preferisco pedalare di più".

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