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9 mag 2022

"Una nuova Ridracoli o resteremo a secco"

Il sindaco Marco Baccini lancia l’emergenza idrica in Romagna: "Servono scelte coraggiose per garantire la risorsa in futuro"

Bagno di Romagna e il sindaco Marco Baccini dal 2017 si sono fatti promotori del ’Manifesto per l’Acqua dell’Area Vasta Romagna’.

Dopo 5 anni che riscontro ha avuto durante il convegno, al teatro Galli di Rimini?

"Il convegno di Rimini è stato la prosecuzione del percorso avviato dal Comune di Bagno nel 2017, quando cominciammo ad evidenziare il problema della necessità di avere una adeguata risorsa idrica per la Romagna. Alla luce dei cambiamenti climatici e della capacità di stoccare acqua da parte della diga di Ridracoli, già negli anni scorsi si sono iniziati a intravedere i primi segnali di criticità di approvvigionamento".

Da lì scaturì il vostro ’Manifesto’?

"Esatto. A Rimini si è preso atto che siamo di fronte al problema criticità di rifornimento idrico che non è più rimandabile e che è pertanto necessario adottare urgentemente delle concrete scelte strategiche per il futuro". Quali sono le scelte strategiche?

"Se come fu per la diga di Ridracoli, anche oggi non si prendono decisioni importanti guardando almeno i prossimi 3040 anni, corriamo il rischio di trovarci in una situazione deficitaria a livello di risorse idriche. Ci sono già degli studi per la creazione di due piccoli invasi nella zona di Premilcuore, Tredozio, Rocca San Casciano, e un nuovo invaso, gemello a quello di Ridracoli, nella Valle di Pietrapazza nell’alta Val Bidente di Bagno. Sarebbero scelte necessarie per continuare a garantire alle future generazioni la disponibilità di risorsa idrica, a fronte di una diminuzione percentuale della disponibilità della risorsa acqua causata dai cambiamenti climatici".

Qualche anno fa si parlava di realizzare un paio di invasi nel territorio d’Alto Savio. Quella proposta è andata in archivio?

"L’idea dell’invaso zona Mandrioli è saltata anche perché, a seguito degli studi sul bacino delle acque termali di Bagno, poteva venire messo a rischio il bacino stesso. A fronte di queste criticità, che rilevammo anche come amministrazione comunale, si è passati ad altri studi che hanno individuato nella zona della Valle di Pietrapazza di Bagno le stesse possibilità di stoccaggio di acqua simili a quelle che vi sono oggi per la diga di Ridracoli. Questi sono problemi che trovano soluzioni nelle aree appenniniche e noi come zona montana ci dobbiamo prendere anche la responsabilità di adottare delle scelte coraggiose, che poi andranno a vantaggio sia nostro che di tutta la Romagna".

L’invaso di Ridracoli si sviluppa in maggior parte nel territorio da lei presieduto, ma dai rubinetti delle località bagnesi non esce una sola goccia d’acqua proveniente da Ridracoli. Sarà così anche se venisse realizzato l’invaso di Pietrapazza?

"Il nuovo invaso di Pietrapazza rappresenterebbe una novità in questo senso, perché con un canale di adduzione si potrebbe arrivare alla situazione in cui anche la valle del Savio potrebbe beneficiare dell’acqua di questo nuovo invaso".

In attesa delle scelte strategiche e della loro realizzazione, quali le esigenze più immediate in Romagna?

"L’esigenza primaria è quella di migliorare i sistemi acquedottistici ed evitare gli sprechi derivanti dalle perdite degli impianti e condutture. Sprechi e perdite che sono una voce importante nel sistema acquedottistico romagnolo".

Gilberto Mosconi

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