Marisa Golinucci accanto alla panchina rossa intitolata alla figlia scomparsa all’età di 21 anni
Marisa Golinucci accanto alla panchina rossa intitolata alla figlia scomparsa all’età di 21 anni
di Luca Ravaglia "Il 25 gennaio non si può dimenticare... Quest’anno poi è stato celebrato così in grande che di certo Cristina sarà contenta del suo cinquantesimo compleanno". Sono le parole commosse di Marisa Degli Angeli, madre di Cristina Golinucci, scomparsa a 21 anni il primo settembre 1992 e mai più ritrovata. Le ha pronunciate ieri a Ronta, nel giardino dedicato a Cristina, davanti alla panchina rossa appena collocata dall’amministrazione comunale in memoria delle donne vittime della violenza di genere. Tante, troppe,...

di Luca Ravaglia

"Il 25 gennaio non si può dimenticare... Quest’anno poi è stato celebrato così in grande che di certo Cristina sarà contenta del suo cinquantesimo compleanno".

Sono le parole commosse di Marisa Degli Angeli, madre di Cristina Golinucci, scomparsa a 21 anni il primo settembre 1992 e mai più ritrovata. Le ha pronunciate ieri a Ronta, nel giardino dedicato a Cristina, davanti alla panchina rossa appena collocata dall’amministrazione comunale in memoria delle donne vittime della violenza di genere. Tante, troppe, anche a Cesena.

"Spero che questa panchina (sulla quale sono riportati i contatti ai quali rivolgersi per segnalare abusi, ndr) venga in aiuto a tante persone che ne hanno bisogno. Cristina non ha avuto aiuto: forse quel giorno chiamava, ma nessuno è arrivato. Come mamma tante volte mi sono augurata che se ha sofferto, il Signore se la sia presa con sé in cinque minuti, perché sapere di avere un figlio che soffre e non poterlo aiutare è tremendo".

Così la madre di Cristina è tornata a chiedere giustizia per sua figlia, invocando la riapertura di quelle indagini che non sono mai riuscite a portare a elementi concreti in grado di individuare una colpevolezza e citando il convento dei Cappuccini, dove Cristina è scomparsa: "Perché non avere giustizia? Perché non sapere? Perché non indagare ancora? E se è vero che qualcuno sa, perché non viene fuori a dirlo, anche in anonimato?".

All’evento ha partecipato anche l’assessore ai diritti e alle politiche delle differenze Carlo Verona: "La vicenda di Cristina ha segnato profondamente la nostra comunità e in modo particolare, con questa panchina, vogliamo esprimere nuovamente tutto il nostro sostegno a una madre che con forza continua a lottare per ottenere la verità. Tutte le panchine posizionate a Cesena sono contro la discriminazione e ogni forma di violenza, ma in modo decisivo rappresentano un’esortazione, rivolta alle donne e alle famiglie, a non arrendersi".

Il regista e drammaturgo Giacomo Garaffoni ha proposto una piccola anteprima del testo teatrale da lui dedicato alla tragica vicenda, estratto da ’Voglio soltanto le ossa’.

Nel frattempo l’assessore ai lavori pubblici Christian Castorri ha risposto all’interpellanza della Lega sulla rimozione della panchina arcobaleno collocata in piazza del Popolo sotto il torrione della Rocca. La ragione è legata al fatto che la collocazione non ha ancora ricevuto il benestare della Soprintendenza ai Beni Archeologici. L’amministrazione auspica di incassare il via libera per tornare così a collocarla. E con essa riposizionare anche la panchina rossa installata a due passi da viale Mazzoni e rimossa per la stessa ragione.