Unità di Crisi dell'Osservanza di Cesena, i parrocchiani aiutano le famiglie sfollate

Unità di crisi aperta dalla parrocchia dell'Osservanza di Cesena per aiutare le famiglie colpite dall'alluvione: la maggior parte ha trovato casa, ma una famiglia non è ancora riuscita a trovare una locazione. Centro estivo per decine di adolescenti.

Non si è chiusa l’unità di crisi che la parrocchia dell’Osservanza di Cesena, guidata da don Fabrizio Ricci, nel post-alluvione ha aperto con l’aiuto dei parrocchiani negli ampi locali del complesso che può contare sulle stanze che furono dei frati e che sta ancora ospitando una famiglia di residenti cesenati nati in Senegal i quali non sono ancora riusciti a trovare una casa in locazione, non potendo tornare in quella precedente.

"Stiamo continuando a rivolgere appelli a chi può affittare una abitazione a questi coniugi che lavorano, possono pagare un canone ragionevole e sono molto dignitose – spiega il parroco don Ricci–. Hanno due bambini piccoli. Tutte le altre persone che abbiamo ospitato vittime degli allagamenti, un totale di 41 includendo anche i volontari addetti della Protezione civile che nei giorni successivi alla catastrofe si sono insediati nel territorio urbano, hanno trovato casa, o nella vecchia abitazione quando è stata ripristinata o in una nuova che sono riuscite ad avere in locazione. Resta solo quest’ultima famiglia e per noi non c’è alcuna fretta ma spero che trovino presto una sistemazione più consona". Preziosa è stata nell’unità di crisi dell’Osservanza l’opera dei parrocchiani che hanno coadiuvato il sacerdote fornendo sostegno affettuoso anche sotto il profilo umano alle famiglie sfollate.

Terminata la scuola, negli ampi spazi anche all’aperto del complesso dell’Ossservanza, uno degli oratori più attivi del centro città, ha avuto inizio il centro estivo per decine di adolescenti ogni giorno seguiti nelle attività ludiche e ricreative.