Una delle prima vaccinazioni anti Covid
Una delle prima vaccinazioni anti Covid

Forlì-Cesena, 18 dicembre 2020 - Pronti a partire, in sicurezza, in un (per il momento) unico luogo a livello provinciale e con la doverosa organizzazione necessaria per fronteggiare una campagna vaccinale senza precedenti. Mentre si moltiplicano gli annunci di imminenti semafori verdi a livello europeo, nazionale e regionale, anche dall’Asl Romagna arrivano segnali incoraggianti: "Stiamo individuando una struttura che nella prima fase farà da riferimento sia per il territorio di Forlì che per quello di Cesena – spiega il direttore sanitario Mattia Altini - , all’interno della quale convogliare il personale sanitario dei due territori che sceglierà di farsi vaccinare". In ambito romagnolo ce ne saranno tre: una a Rimini, una a Ravenna e una appunto tra Forlì e Cesena: dunque è stato stabilito che anche nella prima fase, quella che non prevede numeri da vaccinazione di massa, la somministrazione non avverrà all’interno degli ospedali, ma in luoghi dalle dimensioni maggiori, che possano garantire al meglio tutti i requisiti di sicurezza e distanziamento.

E’ invece diverso il discorso per gli ospiti delle strutture protette: "Ci stiamo ragionando – prosegue Altini -, ma di certo gli ospiti, in particolare quelli allettati, resteranno dove sono. Visto quindi che i nostri operatori raggiungeranno le varie strutture, stiamo valutando se vaccinare in loco anche il personale al lavoro al loro interno". Nel frattempo ovviamente i contatti con la Regione sono più che quotidiani: "Siamo pronti a partire – conferma Altini –, fermo restando che per definire gli ultimi aspetti strategici restano da scogliere due vincoli: il primo è ovviamente quello legato all’effettiva disponibilità del vaccino, il secondo è invece legato a un’attenta analisi delle schede tecniche del prodotto, per valutare al meglio come e dove operare". Il primo vaccino che arriverà sarà quello Pfizer, che necessita di essere conservato in frigoriferi speciali, alla temperatura di meno ottanta gradi. "Sono già arrivati, li abbiamo collocati a Pievesestina e lì resteranno".

Nel frattempo l’Asl ha avviato una campagna informativa rivolta al proprio personale, incentivandolo a sottoporsi alla vaccinazione: "E’ un segnale importante, di responsabilità, da dare alla nostra comunità, a quelle persone che ogni giorno ci impegniamo a difendere al meglio delle nostre capacità. Ci tengo a dire che io stesso mi vaccinerò appena sarà possibile farlo". Ovviamente i luoghi di vaccinazione saranno destinati a crescere, in particolare quando arriverà la fase di coinvolgimento di tutta la popolazione.



Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca: "Siamo pronti a ricevere qualunque richiesta e a reagire di conseguenza entro brevissimo tempo. Per quanto riguarda Cesena, le aree che potrebbero essere ritenute più idonee sono quelle del Carisport o comunque della zona Ippodromo e gli spazi fieristici di Pievesestina. Siamo in grado di metterli a disposizione entro 48 ore dal momento di una eventuale richiesta e in ogni caso mi sento di dire che in questo territorio abbiamo tutte le strutture e le competenze per operare in maniera tempestiva ed efficace. Una volta ottenuti i vaccini, ovviamente".

Sul piano squisitamente operativo restano da definire i dettagli: si lavorerà per team e sarà ovviamente necessaria la presenza di almeno un medico, mentre il numero di infermieri, varierà in base al numero di ‘linee’ che verranno avviate per le vaccinazioni in contemporanea. L’ordine di grandezza potrebbe essere quello di effettuarne 500 nell’arco di 6 ore. Gli operatori sanitari dovranno registrati attraverso un sistema informatico che assegnerà automaticamente due date, una per la prima dose, l’altra per il richiamo. Gli spzi saranno divisi: uno per l’accoglienza (permanenza di 5 minuti) uno per il vaccino (altri cinque) e uno per l’osservazione post vaccinale (dieci minuti).