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27 mar 2022

Volontariato, donati due nuovi defribillatori a Borella e a Bagnarola

Grazie alla generosità dell’associazione ’I bambini al primo posto’ e del Paguro Sub. Uno è al circolo Arci, l’altro in farmacia

27 mar 2022
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola
L’installazione del defibrillatore alla farmacia di Bagnarola

Cesenatico è sempre più cardio protetta. Grazie alla generosità dell’associazione di volontariato ’I bambini al primo posto’ e del Paguro Sub, sono stati infatti installati due nuovi defibrillatori a Borella e Bagnarola, le due frazioni affacciate sulla via Cesenatico. Un apparecchio è attivo al Circolo Arci di Borella e l’altro alla farmacia comunale di Bagnarola. Il sindaco Matteo Gozzoli ha sottolineato come la comunità cesenaticense in caso di bisogno risponde sempre presente. Queste due donazioni consentono alle persone di conoscere meglio due realtà del nostro territorio.

L’associazione ’I bambini al primo posto’ si occupa di aiutare i piccoli in famiglie con difficoltà economiche e problematiche sociali, attraverso raccolte di fondi che vengono destinate all’acquisto di prodotti alimentari, beni di prima necessità e servizi. L’associazione si basa esclusivamente sulla forza dei volontari e delle persone che hanno a cuore i bambini meno fortunati. I volontari organizzano partecipati appuntamenti conviviali, il cui ricavato viene destinato alle famiglie bisognose di un sostegno. Il Paguro Sub è invece un sodalizio sportivo alla quale aderiscono gli appassionati subacquei. Il nome deriva dal relitto Paguro della piattaforma costruita fra il 1962 e il 1963, posizionata a 11 miglia dal porto di Ravenna, dove il fondale è a 25 metri di profondità.

Nel settembre 1965 un incidente causò lo scoppio di un incendio, che provocò la morte di tre tecnici dell’Agip. La piattaforma affondò in seguito alle esplosioni ed il relitto in poco tempo divenne un habitat ideale per la riproduzione dei pesci (anche perché qui la pesca è vietata), mentre i sub possono praticare lo sport preferito.

g.m.

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