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16 giu 2022

We Work, beni sequestrati Aperta inchiesta per bancarotta

16 giu 2022

La prossima udienza (la nona) del processo ai vertici della società We Work di Cesena, che secondo l’accusa applicava i metodi (vietati dalle leggi italiane) del marketing piramidale per vendere i prodotti Vitha Group (dal caffè ai materassi, dalle stuoie antalgiche ai purificatori d’aria) dovrebbe tenersi lunedì 27 giugno, ma sarà rinviata. Ieri, infatti, l’Unione delle Camere Penali Italiane ha annunciato due giorni di astensione dalle udienze degli avvocati penalisti nelle giornate del 27 e 28 giugno per protestare contro una decisione della Corte di Cassazione che ha legittimato la prosecuzione dei processi anche in caso di cambiamenti della composizione del collegio giudicante (secondo i principi del ‘giusto processo’ bisognerebbe ricominciare da capo, con allungamento dei tempi che a volte può portare alla prescrizione del reato). Probabilmente i testimoni che erano previsti per il 27 giugno saranno convocati per il 5 luglio, data fissata per l’udienza successiva.

Sulla We Work si stanno addensando altre nubi: la società che faceva capo a Mario Pulcini e ai suoi famigliari è stata dichiarata fallita il 13 dicembre scorso da Tribunale di Forlì; il giudice delegato è Barbara Vacca, mentre il curatore fallimentare è il commercialista forlivese Davide Flamigni. Nella prima relazione che il curatore ha presentato si ipotizza che alla società (e quindi ai suoi creditori) siano stati sottratti beni di una notevole rilevanza, per cui la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per il reato di bancarotta e ha disposto il sequestro di beni nella disponibilità di Mario Pulcini (che è residente nelle Marche, ad Acquaviva Picena, ma vive a Montiano) e dei suoi famigliari.

L’inchiesta sul fallimento della società a responsabilità limitata We Work era iniziata e si era sviluppata senza tanti clamori, ma è diventata di pubblico dominio martedì scorso quando il pubblico ministero Sara Posa ha chiesto di acquisire agli atti del processo per il marketing piramidale anche la relazione del curatore del fallimento. Gli avvocati difensori degli imputati si sono opposti all’acquisizione, anche perché molti di loro non erano a conoscenza del nuovo filone di indagini. La presidente del collegio, giudice Monica Galassi, si è riservata di esaminare la questione e di comunicare la decisione nella prossima udienza, che a questo punto dovrebbe essere il 5 luglio.

Paolo Morelli

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