Il pronto soccorso dell’Ospedale Bufalini
Il pronto soccorso dell’Ospedale Bufalini

Cesena, 9 dicembre 2021 - Cesena e Valle Savio ad un soffio dalla zona gialla, tutti gli altri distretti romagnoli sopra. Ossia oltre i 250 casi ogni 100 mila abitanti nei 7 giorni tra il 29 novembre e il 5 dicembre, l’ultimo lasso di tempo preso in considerazione dal bollettino settimanale dell’Asl Romagna in merito all’andamento della pandemia da covid in Romagna.

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L’impennata registrata nella settimana di riferimento – 3.899 positività (il 7,4 per cento dei 52.756 tamponi esaminati) – avrebbe ripercussioni da lockdown se non fosse che resta contenuta l’ospedalizzazione e i casi gravi. "Nel 2020, nella stessa settimana – commenta il direttore generale dell’Asl, Mattia Altini –, la media di ricoveri settimanali era pari a 553 contro l’attuale 193; nelle terapie intensive c’erano 42 pazienti a fronte degli attuali 22; i decessi erano 157 contro gli attuali 19.

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Nel 2020 la nostra vita è stata stravolta dal lockdown, dalle restrizioni, dalla mancanza di socialità. Pensiamo a ciò che hanno vissuto i nostri ragazzi con la chiusura delle scuole. Se oggi, a pandemia ancora in corso, pur in presenza delle necessarie misure (mascherine, distanziamento, igiene delle mani), abbiamo ripreso le nostre attività e in larga misura la nostra socialità, lo dobbiamo solo alla forza del vaccino. Credo non ci sia altro da aggiungere, se non tornare a ribadire l’importanza del vaccino per tutti".

Nessuna restrizione dunque a parte le consuete misure di contenimento anche se nei 7 giorni indicati c’è stato un aumento di nuovi casi pari a 498, che si sono registrati in percentuale maggiore a Forlì, Rimini e Ravenna. Il tasso di letalità da covid nel Cesenate è, in questa settimana, più basso rispetto agli altri distretti, l’1,8 per cento (a Forlì è il 2,3). Ed è la fascia di età tra 0 e 12 anni che evidenzia l’impennata più accentuata, seguita dai numeri al rialzo per la fascia tra i 12 e i 19 anni. I giovani , insomma, che con le occasioni di socialità più marcata e la minore incidenza di vaccinazioni pagano lo scotto più duro.

Nel Cesenate sono state 28 le classi in quarantena (39 a Forlì, 68 a Rimini, 46 a Ravenna) con una prevalenza nelle scuole per l’infanzia (3-6 anni). Si alza anche l’onda dei non vaccinati costretti a ricorrere al ricovero, sia nei reparti ordinari che in terapia intensiva. Il dato regionale viene confermato anche in Romagna dove i non vaccinati hanno un rischio 3 volte maggiore di acquisire l’infezione rispetto ai vaccinati, e un rischio circa 5 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale per Covid rispetto ai vaccinati.

La popolazione romagnola risulta immunizzata per l’82 per cento. Al 6 dicembre le prime dosi (comprese dosi uniche) somministrate nei centri vaccinali dell’Asl sono state 844.954, mentre le seconde dosi 766.800 e le terze 157.673. A Cesena ci sono 48 dipendenti Asl sospesi perché renitenti al vaccino (230 in tutta la Romagna).