Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Cesena, assemblea Carisp: "Per i conflitti d’interesse abbiamo perso 28 milioni"

I soci approvano l’azione contro Lucchi e Gentili

di PAOLO MORELLI
Ultimo aggiornamento il 14 dicembre 2017 alle 07:20
L'assemblea (foto Ravaglia)

Cesena, 14 dicembre 2017 - È deciso: la Cassa di Risparmio di Cesena cercherà di recuperare una parte delle ingenti perdite accumulate negli ultimi anni facendo causa all’ex presidente Germano Lucchi e all’ex direttore generale Adriano Gentili. Sono 28 i milioni di euro che la Carisp chiederà a Lucchi e Gentili attraverso un’azione sociale di responsabilità civile da intraprendere davanti al tribunale delle imprese di Bologna. A questa somma la banca, assistita dallo studio legale Chiumenti, è arrivata analizzando, come si legge nella relazione presentata all’assemblea dei soci dal consiglio d’amministrazione presieduto da Carmine Lamanda, «le pratiche caratterizzate dall’interesse, diretto o indiretto, personale e/o di stretti congiunti, del presidente del consiglio di amministrazione Germano Lucchi e la responsabilità dello stesso e del direttore generale Adriano Gentili, i quali avrebbero dovuto garantire l’adeguatezza dell’assetto organizzativo e del sistema dei controlli della banca e la circolazione delle informazioni necessarie perché i diversi consiglieri potessero valutare le caratteristiche delle operazioni analizzate, la portata degli interessi personali in conflitto con la banca, la coerenza della decisione proposta con i canoni di corretta gestione bancaria e l’interesse aziendale».

In totale alle posizioni in cui sono stati ravvisati conflitti d’interesse sono stati erogati finanziamenti per oltre 120 milioni di euro e sono maturate perdite per almeno 28 milioni. Ed è questa la somma che sarà chiesta in sede giudiziaria a Lucchi, che è stato presidente Carisp per quattro anni, dal 2010 al 2014, e a Gentili, che è stato lo storico direttore generale fin da quando il gruppo era formato da Unibanca, Carisp e Banca di Romagna.

L’esito positivo della votazione era scontato poiché il Fondo interbancario di tutela dei depositi, rappresentato da Michele Saponaro, detiene il 95,3% delle azioni. Un po’ di sorpresa è arrivato al momento delle dichiarazioni di voto da parte delle Fondazioni che prima dell’intervento del Fondo controllavano due terzi del capitale azionario e ora hanno quote marginali: quella di Faenza non ha partecipato all’assemblea, quella di Lugo, rappresentata dal presidente Raffaele Clò si è allineata al Fondo nel voto favorevole all’azione di responsabilità, mentre quella di Cesena si è astenuta. Il presidente Guido Pedrelli ha criticato il modo di agire della banca; dopo aver espresso vivo disappunto per la mancata pubblicazione sul sito Carisp di una nota esplicativa a questo proposito, ha detto: «Hanno avuto 17 mesi di tempo per preparare l’azione di responsabilità e da tempo chiediamo di essere informati in proposito, ma solo ieri pomeriggio (martedì, ndr) alle 16, un’ora prima dell’inizio della riunione del consiglio d’amministrazione, ci è stato detto che potevamo visionare alcune pratiche, ma senza estrarne copia. Non avendo gli elementi necessari per decidere, abbiamo deciso di astenerci».

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.