Lavoratori stagionali (Foto Ravaglia)
Lavoratori stagionali (Foto Ravaglia)

Cesena, 7 luglio 2019 - Flessibilità, per far fronte ai picchi di attività fatti registrare durante l’anno e per adattarsi meglio alle esigenze del mercato. È questa la parola d’ordine che ha guidato le federazioni regionali dell’artigianato e i sindacati confederali e di categoria nella messa a punto di un accordo quadro per la regolamentazione del lavoro stagionale, siglato il 3 luglio scorso.

Un accordo firmato a livello regionale da Confartigianato, Cna, Casartigiani e Claai da un lato e Cgil, Cisl e Uil dall’altro che garantisce un’ampia deroga a quanto previsto dal cosiddetto ‘Decreto Dignità’, entrato in vigore circa un anno fa con l’obiettivo – dichiarato dal ministro del Lavoro Di Maio – di «contrastare il precariato e incentivare le assunzioni a tempo indeterminato». Sebbene l’accordo riguardi l’intera regione, si prevede che apporterà benefici soprattutto al territorio cesenate e, in generale, romagnolo: qui, infatti, la stagionalità del lavoro – in settori come il turismo balneare e rurale – riveste un peso notevole.

Ci siamo seduti a un tavolo per provare a liberarci dalle maglie costrittive imposte dal Decreto Dignità», spiega il vicesegretario di Confartigianato Cesena, Giampiero Placuzzi. «Il patto non ha una scadenza temporale ed è già operativo. Sono state incluse nel settore della stagionalità tutte le imprese artigiane e non artigiane, con qualche eccezione”. Mentre il decreto dignità prevede che i contratti con durata superiore ai dodici mesi debbano essere giustificati da una causale che spieghi perché l’assunzione non possa avvenire a tempo indeterminato, l’accordo quadro del 3 luglio non pone limiti di durata annuale al contratto stagionale. Anzi, il contratto può essere frazionato in più rapporti durante l’anno, purché non superi il termine di sei mesi complessivi nell’anno, pena la perdita del concetto stesso di stagionalità.

Confartigianato Cesena aveva invocato a gran voce, nelle scorse settimane, la firma dell’accordo, nella convinzione che le politiche del lavoro dovessero sostenere l’impresa diffusa, l’artigianato e il terziario di mercato: gli ambiti che attualmente impiegano la maggioranza degli occupati. E proprio la ripresa dell’occupazione, così come l’aumento di produttività, richiedono più flessibilità negli orari di lavoro e nel ricorso a forme contrattuali meno rigide. “Finalmente si riconosce un valore a quella stagionalità che è stata del tutto ignorata dal Decreto dignità”, dichiara Silla Bucci, di Cgil Cesena. “Una peculiarità che, nel nostro territorio, non riguarda solo gli operatori turistici, ma anche altre importanti filiere, come alimentazione, panificazione, estetica e benessere”. “Si tratta di un accordo positivo, perché introduce dei correttivi ai vincoli imposti dal decreto dignità e dà un po’ di respiro alle tante aziende che usufruiscono di lavoratori stagionali”, concorda Marcello Borghetti, di Uil.

“Il tema della stagionalità ci riguarda da vicino”, conclude Francesco Marinelli, Cisl. “E l’accordo quadro, oltre a cogliere la specificità del territorio, sancisce un’altra importante conquista: il riconoscimento del diritto di precedenza dei lavoratori stagionali – che abbiano già ricoperto incarichi presso la stessa azienda – rispetto a possibili assunzioni a tempo determinato nei dodici mesi successivi alla scadenza del contratto”.