Cesena, 14 agosto 2018 - Sabato 18 agosto. Questo il giorno in cui, secondo Cna, gli imprenditori smetteranno di lavorare per il fisco e inizieranno a farlo per se stessi e per le loro famiglie (a Cesena la ‘liberazione fiscale’ cade di venerdì 17). A questa conclusione l’associazione di categoria è arrivata grazie al lavoro del suo Osservatorio, messo nero su bianco nel report ‘Comune che vai, fisco che trovi’, che analizza l’impatto della tassazione sulle piccole imprese in 137 città.

La pressione fiscale media, già salita nel 2017 al 61,2%, nel 2018 è destinata a crescere ancora, portandosi al 61,4%. Di conseguenza, a livello nazionale, il giorno della liberazione fiscale media si è allungato rispetto al passato: l’11 agosto è la data in cui le imprese italiane si sono liberate dall’oppressione fiscale, contro il 10 agosto del 2017 e il 9 agosto del 2016. Se guardiamo da vicino le città radiografate dall’Osservatorio Cna la situazione appare molto eterogenea sul territorio nazionale. Nella nostra provincia, il peso della tassazione supera la media nazionale e continua inesorabilmente a crescere: a Forlì si passa dal 63,2% al 63,3% e a Cesena dal 63% al 63,1%.

"Aumenti minimi, ma che crescono ogni anno, andando a gravare sulle tasche delle imprese", spiega una nota di Cna provinciale. A Forlì, nel 2018 l’azienda campione pagherà 31.672 euro di tasse, 122 euro in più rispetto al 2017. In pratica, su un reddito di 50mila euro ne resteranno in tasca 18.328. A Cesena, nel 2018 pagherà 31.537 euro di tasse, 123 euro in più rispetto al 2017. Di quei 50mila euro euro, alla ditta cesenate ne rimangono 18.463. Si conferma la nostra brutta performance nella classifica delle città dell’Emilia-Romagna: Forlì è al penultimo e Cesena al quartultimo posto.

Sul campione nazionale di 137 città Forlì si colloca al 106° posto e Cesena al 101°. Si confermano posizionati meglio gli altri capoluoghi romagnoli: Rimini è al 61° posto e Ravenna al 59°.L’Osservatorio calcola due indicatori: "il total tax rate, vale a dire l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi; il tax free day, cioè il giorno della liberazione dalle tasse, la data fino alla quale l’imprenditore deve lavorare per l’ingombrante ‘socio’ pubblico". Un’analisi, quella di Cna, basata sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito.