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Cesena, Orogel continua a crescere e le confetture sbarcano negli Usa

Si allarga il mercato dell’azienda leader dei vegetali surgelati

di CRISTINA MAZZI
Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2017 alle 22:53
FONDATORE Bruno Piraccini, amministratore delegato del Gruppo Orogel

Cesena, 8 agosto 2017 - Continua a rinvigorirsi il giro d’affari di Orogel che, nei primi sei mesi di quest’anno, realizza un fatturato di 120 milioni di euro, in crescita dell’11 per cento. «E’ una crescita importante – commenta il direttore generale Giancarlo Foschi – perché in linea con i dati positivi del 2016, dove nel primo semestre registravamo una crescita del fatturato del 10 per cento. Un aumento favorito da un primo trimestre molto attivo – continua Foschi – a causa di un andamento stagionale freddo, condizione che di solito fa registrare un aumento delle vendite».

In particolare vanno molto bene le confetture, protagoniste di un aumento del 23 per cento durante i primi sei mesi di quest’anno. «Parliamo di un fatturato annuo di 13 milioni – spiega il direttore commerciale di Orogel, Maurizio Zappatore –. Un dato molto positivo anche se, rispetto ai 213 milioni di fatturato complessivo del 2016, risulta ovviamente una nicchia. Ma è stato aperto anche un fronte export per le confetture verso gli Stati Uniti, dove si vendono con il marchio italianissimo ‘Marcella’».

Nella situazione confortante in cui si culla l’azienda cesenate leader nella produzione e vendita dei prodotti vegetali freschi e surgelati, il suo amministratore delegato Bruno Piraccini, non dorme sonni tranquilli a causa della siccità che sta mettendo a rischio la semina dei prodotti autunnali. «Il quadro è positivo, ma siamo preoccupati per le produzioni nel secondo semestre dell’anno a causa della persistente siccità che ostacola il normale programma di semina delle colture autonno-invernali».

A risentirne infatti, secondo gli esperti, sono le colture dei fagiolini e del mondo dei vegetali a foglia che dovrebbero essere semintati proprio in questo periodo (e raccolti verso la metà di novembre per la surgelazione) ma lo sono con il contagocce.

«Per quanto riguarda le tipologie di produzioni, quelle che sono andate meglio sono stati i kiwi e le pere nella campagna invernale – racconta Bruno Piraccini –, le fragole invece in quella estiva. Deludente invece il mercato delle pesche e nettarine che registrano prezzi di vendita molto bassi con pezzature scarse dovute al grande caldo e siccità».

Il settore bio? «Cresciuto del 25 per cento della nostra produzione», conclude l’amministratore delegato, che sottolinea anche il fatto che l’azienda sta lavorando a una nuova cella di stoccaggio delle merci, nelle vicinanze della sede, che dovrebbe essere ultimata a fine febbraio.

L’ulrima novità che lancia Orogel coincide con il 50esimo dalla nascita del primo embrione del Gruppo. Si tratta della prima edizione del premio giornalistico ‘Fruttadoro’ che intende promuovere l’informazione chiara e corretta sui temi della salute e dell’alimentazione. Il premio sarà conferito ai migliori tre giornalisti che spediranno i loro elaborati entro dicembre. D’ora in poi ogni anno il concorso verrà intitolato alla memoria dei dirigenti del passato.

 

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