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Cesena, centinaia di famiglie a caccia del reddito di inclusione sociale

Richieste in Comune e ai Caf per il bonus varato dal governo

di ELIDE GIORDANI
Ultimo aggiornamento il 9 dicembre 2017 alle 06:43
Il ministro del lavoro Giuliano Poletti

Cesena, 9 dicembre 2017 - In fila, ma senza assembramenti. Potrebbero essere, infatti, circa 400 (calcolando le domande giunte per le precedenti misure similari) i singoli o le famiglie, presumibilmente vicini alla soglia della povertà, che busseranno agli sportelli sociali dei comuni del comprensorio per accedere al cosiddetto «reddito di inclusione sociale», noto come Rei, il provvedimento del governo che da gennaio dovrà porgere una mano (da 187 a 485 euro mensili per un massimo di 18 mesi) a chi si trova in gravi difficoltà economiche.

In tanti di più, però, hanno bussato alle porte dei sindacati, o più precisamente ai loro centri di assistenza fiscale, per capire - nella selva delle disposizioni burocratiche dell’accesso - se possiedono o meno le caratteristiche per poter fare domanda e sperare nell’accoglienza della stessa.

Tanto più che per i cittadini dell’Emilia-Romagna al Rei si aggiunge un’altra opportunità - già avviata a settembre 2016 - che si chiama «Reddito di solidarietà», Res (80 euro mensili per componente della famiglia, fino ad un massimo di 400 euro mensili). Ad esso, nell’Unione dei comuni della Valle del Savio, hanno fatto ricorso 190 tra famiglie e singoli, solo 53 però sono stati selezionati dall’Inps che, in via definitiva, stabilisce chi ne ha diritto.

Nelle prime settimane dall’attivazione, tuttavia, sono arrivate agli sportelli del nostro territorio altre 100 domande, sulle quale l’Inps deve ancora esprimersi. Solo con la dichiarazione Isee, l’indicatore della situazione economica delle famiglie, per il quale si fa ricorso gratuito ai sindacati, comunque, si può compilare la domanda necessaria ad accedere al bonus economico.

«Allo sportello del nostro Caf - dice il direttore del centro assistenza fiscale della Cisl Romagna, Michele Mancini - si è registrata indubbiamente un’impennata di accessi tant’è che se non avessimo personale collaudato sulla base delle nostre 7 mila pratiche all’anno relative alle denunce dei redditi avremmo potuto trovarci in difficoltà. Come molti altri Centri di assistenza fiscale, peraltro. Possiamo registrare frattanto circa l’8 per cento in più di dichiarazioni Isee, che rappresentano la base sulla quale attivare la richieste al Rei o al Res».

«E’ tuttavia un accesso ordinato - evidenzia il segretario della Cisl Romagna Filippo Pieri - poiché abbiamo provveduto a sollecitare via sms chi ha compilato l’Isee presso di noi ad ha un indice al di sotto dei 3 mila euro».

«Nessuna fila ai nostri sportelli Caf ma semplicemente un accesso un po’più sostenuto - dice anche dal canto suo il segretario della Uil cesenate Marcello Borghetti - anche perché siamo a fine anno e chi doveva fare la dichiarazione Isee l’ha già fatta». Tono diverso dal fronte Cgil: «Vengono in massa a chiedere informazioni - dice il responsabile dei servizi della Cgil Alessandro Celli - poiché come sempre la gente non sa dove sbattere la testa e il carico si riversa tutto sui Caf o sui patronati. A noi, dunque, il carico, ad altri il contributo».

Ma a chi ci si deve rivolgere quando si ha finalmente in mano la dichiarazione Isee? «In questi giorni - dice l’assessore comunale ai Servizi Sociali Simona Benedetti - l’Amministrazione comunale è impegnata nella raccolta delle prime domande da parte dei cittadini, in attesa che l’Inps attivi in via definitiva il sistema informativo che consentirà alle richieste di essere valutate ed eventualmente accolte. Nel frattempo, dunque, per quanto riguarda il Reddito di inclusione sociale, gli sportelli sociali comunali preposti stanno accompagnando i cittadini nella predisposizione della documentazione che sarà necessaria quando il sistema diverrà pienamente operativo».

Il calendario degli appuntamenti già fissati coi cittadini in municipio, comunque, copre già tutto il mese di dicembre.

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