Una super trivella presentata dalla Trevi a Cesena
Una super trivella presentata dalla Trevi a Cesena

Cesena, 19 aprile 2018 - Giornata di grande spolvero quella di ieri per la Trevi alla Borsa valori di Milano: dopo mesi di calma piatta (con tendenza al ribasso) che avevano portato il titolo a quotare circa 40 centesimi, all’apertura dei mercati c’è stata una violenta fiammata: nel giro di pochi minuti la quotazione è aumentata del 12% ed è stata sospesa per eccesso di rialzo; alle 16.30 è stato riammesso alle quotazionik e ha fatto un ulteriore scatto chiudendo a 47 centesimi, il 19,6% più della chiusura di martedì. Anche il volume delle azioni scambiate (4,7 milioni, più del quadruplo della media dell’ultimo periodo) indica l’interesse degli investitori per il titolo.

A infiammare le contrattazioni è stata la conferma da parte del quotidiano finanziario MF delle voci che da tempo circolavano sulle trattative per la cessione del settore oil & gas, che da tempo rappresentano una spina nel fianco del Gruppo Trevi: secondo MF il gruppo russo Rosneft sarebbe interessato alle attività di perforazione per il settore oil & gas, e quindi all’acquisto della controllata Drillmec (ha sede nel Piacentino), che sviluppa appunto impianti per le perforazioni.

Alla chiusura della Borsa l’agenzia LaPresse/Finanza.com ha diffuso una nota dell’azienda nella quale si legge: «In relazione all’articolo uscito questa mattina su Milano Finanza, e su richiesta dell’autorità, Trevi ha emesso una nota per annunciare che «nell’ambito del processo di ristrutturazione e rimodulazione del debito della Società sono state prese in considerazione anche attività che potrebbero portare alla valorizzazione di alcuni asset del gruppo nel segmento Oil and Gas». Il quotidiano ha riportato di un interesse di Rosneft per Drillmec. «Benché la Società abbia preso contatto e avviato la discussione con diversi potenziali investitori, non è stata ricevuta al momento alcuna offerta vincolante».

La precisazione potrebbe innescare una reazione al ribasso, se realmente le indiscrezioni di Milano Finanza si dimostrassero infondate, ma la conferma delle trattative (ce n’é una aperta anche con un’azienda tedesca) alimenta la speranza di una ripresa del Gruppo Trevi.