Cesena, 22 aprile 2018 - «Siamo forza di governo ma non sosteniamo la giunta attuale e dunque consideriamo fuori dal Movimento Democratico Progressista i due consiglieri ex Pd (Biguzzi e Zuccatelli. Ndr) che continuano a stare in consiglio comunale e non si distanziano dalla maggioranza. Quando hanno governato col Pd le forze della sinistra hanno dimostrato di saperlo fare in autonomia, oggi non è così». Sono parole di Elena Baredi vertice della formazione Liberi&Uguali che, alle ultime politiche, aveva inglobato le formazioni sinistresi appassionate ma sparse per tentare un’aggregazione alla sinistra del Pd.

«Settari» è il commento a caldo dalla sponda dei fuoriusciti Pd in consiglio comunale. «In questa fase - argomenta Giuseppe Zuccatelli - in cui occorre ricostruire un tessuto di rapporti per dare forza ad un vasto campo progressista che abbia come obbiettivo quello di correre alle prossime elezioni amministrative per vincerle ci pare del tutto inopportuno, autolesionistico e privo di reali ragioni politiche rompere un rapporto con la maggioranza a sostegno della Giunta.

La richiesta di uscire dalla maggioranza, del resto, suona come l’ennesimo valzer politicistico di piccoli circoli che anziché analizzare la sconfitta del 4 marzo e aprirsi alla società si chiudono in distinguo privi di sostanza». «Come può essere credibile, alle prossime amministrative - gli fa eco Elena Baredi sostenuta dal gruppo dirigente di Mdp -, chi ha sistematicamente approvato e difeso le scelte compiute da una giunta sulla quale Mdp esprime non solo una divergenza ma un netto, radicale giudizio negativo?».

Se tra Mdp ed ex Pd la distanza in concomitanza delle elezioni è stata dubbia, ora si fa frattura e già si elabora un abbozzo di campagna elettorale: «Se il Pd non adotterà una netta discontinuità con gli uomini e le donne presenti oggi nella maggioranza, per la prima volta dagli anni ’70, il vertice dell’amministrazione comunale se lo contenderanno la destra e il M5S. L’avanzare di queste due forze testimonia in modo inequivocabile il fallimento del centro-sinistra, del cui funerale il primo responsabile è il Pd, a Roma come a Cesena. Non ci rassegneremo che la sinistra venga espulsa dal dibattito politico e culturale della nostra città».

Chiarita la posizione verso gli ex Pd e la giunta Lucchi, Mdp cesenate dipana un proprio documento politico. Il Movimento di Bersani conta sui circa 2200 voti che compongono la forza elettorale cesenate confermata alle politiche. «Sono persone - ribadisce Baredi - che insieme a noi lavoreranno per costruire un campo largo della sinistra». Le proposte sono elencate in calce al documento: partecipazione vera e democratica («Questa giunta non si confronta con i cittadini»), lavoro e sviluppo economico, urbanistica e ambiente («Da rivedere il quartiere Novello e il progetto Europa»), cultura («Via la convenzione con la cineteca di Bologna per il centro cinema S.Biagio»), sanità («Finalmente la giunta ha scoperto la necessità di una cardiologia H24?»), scuola («No ai multi plesso»), servizi sociali («Chi si occupa degli 820 bambini cesenati sotto alla soglia di povertà?»).