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8 apr 2022

Ammoniaci: "Cesena, tornano i tempi d’oro"

L’ex giocatore e tecnico bianconero vinse un campionato Primavera e un torneo di Viareggio. "Il club di oggi sta ritrovando i livelli di allora"

8 apr 2022
daniele zandoli
Sport
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)
Paolo Ammoniaci premiato come ’Leggenda Bianconera’ (foto Luca Ravaglia)

di Daniele Zandoli

Nella storia del Cesena c’è chi ha fatto benissimo da giocatore in anni splendidi del bianconero prima di partire per scene ben più prestigiose. E poi, appesi gli scarpini, ha allenato portando i giovani bianconeri al vertice del calcio nazionale. Paolo Ammoniaci di giovani se ne intende. Alla guida di Primavere storiche che furono il trampolino per carriere straordinarie.

"Bei tempi, il Cesena era una fucina in grado di lanciare campioni a ripetizione che poi hanno giocato nell’elite del calcio nazionale. Mi pare che siamo tornati a un buon livello, merito importante di questa società, dopo il fallimento".

Il suo Cesena vinse un torneo di Viareggio, fiore all’occhiello del calcio giovanile.

"Era una grande Primavera, stagione 198990. Ci trovammo in una condizione fisica eccellente, non avevamo pressione perché non dovevamo vincere a tutti i costi come Juve, Bologna e Fiorentina. Eravamo stati invitati grazie a Marcello Lippi che allenava il Cesena ed era di Viareggio. Uno squadrone con tanti elementi che poi hanno fatto bene come Medri, Scugugia, Del Bianco, Teodorani, Zagati, Ceccarelli, Lasagni, Zanoli".

Ha vinto anche un campionato Primavera.

"Tre anni prima. Anche quello era uno squadrone. Fontana in porta e tra gli altri Minotti, Bianchi, Rizzitelli, Ricci, Montanari".

Cosa è cambiato fra i giovani di allora e quelli di oggi?

"Giocare in prima squadra e poi tornare in Primavera era entusiasmante. Ora è difficile che i giovani esordienti in prima squadra accettino con entusiasmo di tornare nelle giovanili. Storcono il naso".

Nel Cesena di quest’anno ci sono due eccezioni di rilievo, i gemelli Shpendi.

"Hanno una fame calcistica che ormai manca a tanti ragazzi".

A proposito, ha seguito la Primavera 2 che ha vinto il campionato?

"Purtroppo no, mai vista. Sono impegnato con la Lega nazionale dilettanti e nei weekend non posso. Però mi hanno parlato benissimo. Bravissima la società che ha ricostituito un ottimo settore giovanile, molto bravo il mister Ceccarelli, si vede nella squadra la mano dell’allenatore. Sono stati bravi a mantenere il 2004 dopo il fallimento, è stato fondamentale mantenere la maggioranza di quella leva. Poi c’è stata l’intuizione di Filippo Masolini. Ha portato tre giocatori dal San Marino, i gemelli Shpendi e Lepri, aveva capito il loro valore".

Qual è il difetto del calcio italiano, a cominciare da quello giovanile?

"Nel campionato Primavera metà dei giocatori è straniera. Poi non lamentiamoci che mancano i giocatori italiani di qualità".

Una medaglia al petto del Cesena è anche il lancio di Berti.

"Ha grande personalità, è tecnicamente bravo, mai in difficoltà su pressing, calcia con entrambi i piedi. La sua sfortuna è che il Cesena lotta per andare in B, altrimenti giocherebbe di più. Anche se un giovane dopo aver giocato deve essere gestito e riposare".

Poi ci sono gli Shpendi, le ricorderanno i suoi campioni degli anni ottanta.

"Il prossimo anno toccherà a loro in prima squadra".

E il Cesena?

"Può tornare in B da quest’anno. Lo dico da un po’. Se acquisisce una ottima condizione fisica per i playoff darà fastidio a tutti. Con le grandi ha sempre fatto bene".

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