Cesena, 9 novembre 2018 - Hanno tempo fino a domani i creditori dell’Ac Cesena per chiedere di insinuarsi nella procedura del fallimento curata dal commercialista bolognese Mauro Morelli; l’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo è stata fissata infatti al 10 dicembre.

PRESIDENTE_31932596_151727

Tra questi ci sarà anche il Comune di Cesena: ieri il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini hanno incontrato il curatore del fallimento al quale hanno presentato la richiesta. Il Comune di Cesena, infatti, ha dovuto accollarsi il debito residuo con l’Istituto per il Credito Sportivo di 2.350.000 euro (compresi gli interessi sulle rate non pagate) in quanto era garante del mutuo contratto dall’Ac Cesena, gestione Giorgio Lugaresi. L’incontro degli amministratori cesenati col curatore è servito anche a mettere a punto le procedure per poter partecipare all’asta per il simbolo del cavalluccio e le attrezzature, per ora concessi in uso solo per la corrente stagione sportiva.

Tra gli altri creditori (in totale sono oltre 500, per un totale di circa 62 milioni di euro) qualcuno ha deciso di rinunciare, soprattutto quelli che vantano crediti di poche decine o centinaia di euro. E’ il caso di alcuni ristoranti (ma c’è anche chi deve avere più di 40mila euro), alberghi, artigiani e società sportive dilettantesche, che rischiano di affrontare spese più ingenti di quel che potrebbero ricavare alla fine.

CORTEO TIFOSI CESENA_32156850_210614

Non possono far finta di niente le banche: la Cassa di Risparmio di Cesena (ora Crédit Agricole) vanta un credito di circa due milioni di euro, il Credito di Romagna di 1,7 milioni, la Cassa di Risparmio di San Marino 978mila euro. E poi ci sono la Lega di serie B con 971mila euro, l’Inps con 504mila, l’Inail con 162mila e l’Agenzia delle Entrate con poco più di 30 milioni. Inoltre dipendenti, calciatori e procuratori che reclamano cifre consistenti.